Sondrio

Idroelettrico: 3,36 milioni alle RSA per contenere le rette

Un contributo straordinario di 2,13 milioni alle case di riposo, oltre ai fondi per scuole, servizi pubblici e strutture assistenziali.

L'obiettivo è mantenere invariate le rette a carico delle famiglie.

Federica Lassi – 3 Novembre 2026 10:15

Sondrio, Centro Valtellina, Economia

Casa di riposo anziani

SONDRIO – Oltre tre milioni di euro destinati alle case di riposo della provincia di Sondrio, con l’obiettivo di evitare aumenti delle rette a carico degli ospiti e delle loro famiglie. È la principale novità emersa dalla conferenza stampa di lunedì 2 novembre a Palazzo Muzio, dove sono state illustrate le modalità di utilizzo di 12,1 milioni di euro derivanti dalla monetizzazione dell’energia gratuita delle grandi derivazioni idroelettriche.

A fare il punto sulla distribuzione delle risorse sono stati l’assessore regionale agli Enti locali, Montagna e Risorse energetiche Massimo Sertori e il presidente della Provincia Davide Menegola. Al centro dell’incontro, la scelta di destinare una parte consistente dei fondi al sistema assistenziale, affiancando ai tradizionali contributi per le spese energetiche dei Comuni un sostegno straordinario alle strutture che si occupano degli anziani.

La conferenza ha illustrato le destinazioni previste per il 2026, a valere su risorse che i resoconti dell’incontro indicano come trasferite per l’annualità 2025. Un sistema che consente alla Valtellina e alla Valchiavenna di recuperare una quota del valore economico prodotto dall’utilizzo delle proprie risorse idriche e di reinvestirla nei servizi del territorio.

La novità più rilevante riguarda le Residenze sanitarie assistenziali (RSA), alle quali saranno destinati complessivamente 3,36 milioni di euro. La cifra comprende 1,23 milioni di contributi ordinari e un finanziamento straordinario di 2,13 milioni, deciso per sostenere le strutture in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi di gestione. L’intervento riguarda 17 RSA presenti in provincia di Sondrio, per un totale di 1.489 posti contrattualizzati. Secondo i dati illustrati durante la conferenza, la retta media nelle strutture interessate è di circa 1.631 euro mensili.

L’aspetto centrale della misura è l’impegno richiesto alle case di riposo a mantenere invariate le rette, evitando che gli incrementi delle spese ricadano direttamente sugli anziani e sulle loro famiglie.

Rapportando il finanziamento complessivo ai posti contrattualizzati, il contributo corrisponde indicativamente a 188 euro al mese per posto. Una cifra che rappresenta il valore medio del sostegno alle strutture e non uno sconto automaticamente applicato alle singole rette.

L’obiettivo annunciato è dunque quello di contribuire alla stabilità delle tariffe per l’annualità interessata. Resta da verificare la formalizzazione amministrativa delle condizioni collegate al contributo straordinario e la loro effettiva applicazione da parte delle strutture beneficiarie.

In un territorio montano come quello sondriese, caratterizzato anche dall’invecchiamento della popolazione, il sostegno alle RSA assume un significato che va oltre la gestione delle bollette: mantenere accessibili i servizi assistenziali significa infatti intervenire su una delle voci di spesa più impegnative per numerosi nuclei familiari.

Altri 260 mila euro per disabilità e accoglienza

Accanto alle case di riposo, una parte dei finanziamenti sarà destinata ad altre strutture socioassistenziali. In particolare, sono previsti 123 mila euro per servizi e strutture rivolti alle persone con disabilità, comprese le residenze sanitarie e i centri diurni, e 137 mila euro per le strutture di accoglienza residenziale convenzionate.

Complessivamente, quindi, il sostegno al settore sociale raggiunge circa 3,62 milioni di euro, una quota importante delle risorse disponibili. La decisione amplia il ruolo della monetizzazione dell’energia gratuita, che non viene utilizzata soltanto per compensare le spese elettriche degli edifici pubblici, ma anche per sostenere servizi essenziali per le fasce più fragili della popolazione. Una scelta che interessa l’intera provincia, dalla Valchiavenna all’Alta Valtellina, dove la presenza di strutture assistenziali distribuite sul territorio è fondamentale per garantire risposte di prossimità ed evitare ulteriori difficoltà alle famiglie.

Dalle grandi derivazioni idroelettriche ai bilanci comunali

Il meccanismo alla base dei contributi deriva dalla normativa nazionale e dalla legge regionale lombarda 23 del 2019, che disciplina l’obbligo per i concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche di mettere a disposizione una quota di energia elettrica gratuita.

La quantità è calcolata nella misura di 220 chilowattora per ogni chilowatt di potenza nominale media di concessione. In alternativa alla cessione materiale dell’energia, la Regione può prevederne la monetizzazione, trasformando la quota spettante in risorse economiche.

Per la provincia di Sondrio la normativa riconosce una specifica modalità di attribuzione, attraverso la quale il controvalore economico viene trasferito al territorio e successivamente ripartito dalla Provincia tra i beneficiari individuati. È grazie a questo sistema che le risorse possono contribuire a sostenere le spese di scuole, municipi, biblioteche, mense, impianti sportivi e illuminazione pubblica, riducendo il peso dei consumi energetici sui bilanci degli enti locali. Non si tratta, quindi, di un rimborso generalizzato direttamente versato ai cittadini, ma di contributi destinati al funzionamento dei servizi, con benefici indiretti per la collettività.

Piuro, oltre 53 mila euro per le utenze comunali

Un esempio concreto degli effetti della misura arriva dalla Valchiavenna, dove il Comune di Piuro ha annunciato di aver ricevuto la comunicazione di un contributo di 53.410,26 euro per il 2026.

Le risorse saranno utilizzate per sostenere i costi dell’energia elettrica necessari al funzionamento dei servizi comunali, dalla scuola dell’infanzia alle scuole primarie, dalla palestra all’illuminazione pubblica delle frazioni. Per un Comune di circa 1.913 abitanti, l’importo corrisponde indicativamente a 27,90 euro per residente, una cifra che consente di comprendere l’incidenza del contributo sulle spese sostenute dall’amministrazione. Il Comune ha inoltre sottolineato come la disponibilità di queste risorse abbia contribuito negli anni a contenere i costi di gestione e a mantenere invariata la tassazione locale.

Quello di Piuro è soltanto uno dei casi attraverso cui la monetizzazione trova applicazione nei Comuni valtellinesi e valchiavennaschi, con importi differenti a seconda delle spese riconosciute e dei criteri previsti per la ripartizione.

Le novità sui canoni e le risorse degli anni precedenti

Il 2026 ha portato novità importanti anche sul fronte dei rapporti tra Regione Lombardia e concessionari idroelettrici. Le sentenze della Corte di Cassazione numero 2995 e 3821 del febbraio scorso hanno confermato la legittimità delle pretese regionali relative ai canoni e agli obblighi di cessione dell’energia gratuita, contribuendo a chiarire un contenzioso che aveva rallentato il versamento di somme significative.

A livello regionale, la controversia ha riguardato oltre 200 milioni di euro di arretrati, con ricadute rilevanti anche sui territori montani interessati dalla presenza delle grandi derivazioni. Si tratta però di una partita distinta dai 12,1 milioni al centro della conferenza di Palazzo Muzio, poiché comprende canoni e altre somme riferite a più annualità. Un ulteriore cambiamento è previsto dal 2027, quando la quota dei canoni idroelettrici assegnata alle Province e alla Città metropolitana interessate dalle concessioni passerà dall’80 al 100%, al netto della quota trattenuta dalla Regione per le attività di gestione. Una prospettiva che potrebbe accrescere le disponibilità per gli enti locali, pur restando legata agli effettivi incassi e alle successive decisioni di utilizzo.

Il nodo della continuità dei finanziamenti

Se la disponibilità di risorse consente oggi di rafforzare il sostegno alle strutture assistenziali, resta aperta la questione della continuità nel tempo. Il valore economico dell’energia gratuita non è infatti costante, ma risente anche dell’andamento dei prezzi sul mercato elettrico. Di conseguenza, le somme trasferite ai territori possono cambiare sensibilmente da un anno all’altro.

Proprio per affrontare queste oscillazioni, la Provincia può utilizzare economie e disponibilità residue delle annualità precedenti, evitando di impegnare necessariamente tutte le risorse in un’unica ripartizione. Il finanziamento straordinario alle RSA costituisce quindi una risposta alle esigenze attuali, ma la possibilità di confermare analoghi interventi nei prossimi anni dipenderà anche dall’andamento degli introiti e dalle scelte amministrative future.

In prospettiva, un altro fronte di intervento riguarda il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e delle strutture assistenziali, per ridurre stabilmente i consumi anziché intervenire soltanto attraverso i rimborsi.

Una risorsa del territorio per sostenere i servizi

L’ultima ripartizione dei fondi idroelettrici mette in evidenza una scelta che riguarda da vicino il futuro della provincia di Sondrio: utilizzare la ricchezza prodotta dall’acqua non soltanto per alleggerire le bollette degli enti pubblici, ma anche per sostenere il sistema di assistenza e i servizi rivolti alla popolazione.

Dalle piccole amministrazioni comunali alle case di riposo, le risorse assumono forme differenti, ma rispondono alla stessa esigenza di mantenere servizi accessibili in un territorio dove distanze, conformazione geografica e costi di gestione rappresentano spesso difficoltà aggiuntive. Il contributo straordinario alle RSA sarà ora uno dei primi banchi di prova: il risultato andrà misurato soprattutto nella capacità di tradurre gli stanziamenti annunciati in una reale stabilità delle rette.

Per Valtellina e Valchiavenna, la questione non è soltanto quante risorse arrivano dalle dighe, ma quanto riescano a incidere concretamente sulla vita delle comunità che vivono e lavorano in montagna.

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