SONDRIO – Le liste d’attesa si accorciano, gli interventi aumentano e sempre più pazienti trovano una risposta rapida alle principali patologie della mano. È il bilancio dell’attività dell’Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Sondrio, che negli ultimi due anni ha registrato un’importante crescita dell’attività chirurgica, consentendo di ridurre sensibilmente i tempi di attesa per numerosi interventi.
A guidare il reparto è il direttore Fabio Di Giovanni, affiancato dal responsabile dell’Unità semplice di Chiavenna Matteo Broggi e dagli specialisti Matteo Bonalumi, Norma Colzani, Yuri Gazzoli, Chiara Martocchi e Daniele Bonini, oltre a Domenico Ligari per il presidio di Chiavenna.
I numeri raccontano un’attività in costante crescita: nel 2025 sono stati effettuati circa 400 interventi dedicati alle patologie della mano, mentre nei soli primi sei mesi del 2026 gli interventi hanno già sfiorato quota 250, con 100 pazienti già programmati per le prossime sedute operatorie.
Tunnel carpale e dito a scatto in aumento
Negli ultimi anni è aumentata in modo significativo l’incidenza della sindrome del tunnel carpale e del dito a scatto, due patologie differenti ma spesso strettamente collegate.
La prima interessa il nervo mediano, mentre la seconda coinvolge i tendini della mano. Entrambe, spiegano gli specialisti, sono favorite dagli attuali stili di vita e possono manifestarsi contemporaneamente nello stesso paziente.
L’ASST Valtellina e Alto Lario garantisce il trattamento chirurgico di queste patologie attraverso interventi in anestesia locale, eseguiti negli ospedali di Sondrio e Chiavenna per i casi a bassa intensità, mentre il presidio del capoluogo gestisce anche le situazioni più complesse, soprattutto nei pazienti anziani o affetti da patologie particolarmente invalidanti che richiedono un monitoraggio più approfondito.
Broggi: “Colpisce chi lavora con le mani ma anche chi usa computer e smartphone”
A spiegare le cause dell’aumento dei casi è il dottor Matteo Broggi. “A soffrire per il tunnel carpale sono sia le persone che svolgono lavori manuali sia chi utilizza con frequenza il computer ma anche tablet e smartphone”, sottolinea lo specialista.
Secondo Broggi, ai dolori si associano spesso difficoltà nel movimento delle dita, con conseguenze importanti sulle normali attività quotidiane. «Per questo è opportuno intervenire. Quando i trattamenti conservativi, come tutori, fisioterapia e infiltrazioni, non sono più sufficienti a garantire la funzionalità della mano, si rende necessario l’intervento chirurgico che non presenta rischi. La ripresa della piena funzionalità dell’arto è garantita generalmente in tempi molto brevi, più lunghi nei casi gravi, quando il disturbo è stato trascurato», spiega.
Il percorso terapeutico prevede una valutazione specialistica e un’elettromiografia, esame che consente di verificare la funzionalità di nervi e muscoli e che viene eseguito durante il prericovero all’Ospedale di Sondrio, insieme agli altri controlli previsti prima dell’intervento.
Tempi ridotti anche per anca, ginocchio e spalla
I risultati ottenuti dall’équipe dell’Ortopedia e Traumatologia non riguardano soltanto la chirurgia della mano. Anche per gli interventi di protesi totale d’anca, protesi totale di ginocchio e protesi di spalla si registra un netto miglioramento dei tempi di accesso.
Attualmente, infatti, tra la prima visita ortopedica e l’intervento chirurgico trascorrono mediamente due o tre mesi, un risultato raggiunto grazie all’impegno dell’équipe diretta da Fabio Di Giovanni. Nonostante l’elevato numero di interventi eseguiti in urgenza a seguito di traumi maggiori e la persistente carenza di medici ortopedici, negli ultimi due anni il reparto è riuscito ad abbattere le lunghe liste d’attesa accumulate durante il periodo della pandemia, garantendo oggi ai pazienti tempi certi e una risposta più rapida alle esigenze di cura.