Sondrio

Overshoot Day 2026: la Valtellina modello virtuoso tra agricoltura e tutela del territorio

Con il superamento annuale delle risorse naturali disponibili, il nostro Paese entra nella fase di consumo “a credito”.

Coldiretti Sondrio richiama l’attenzione sul ruolo strategico dell’agricoltura di montagna valtellinese, esempio concreto di equilibrio tra uomo, ambiente e sostenibilità.

Redazione VN – 7 Maggio 2026 09:27

Sondrio, Centro Valtellina, Economia

Agricoltura biologica

SONDRIO – Dal 4 maggio 2026, l’Italia è ufficialmente “in debito” con la Terra. È questa infatti la data che segna il superamento annuale delle risorse naturali disponibili per il nostro Paese, il momento in cui simbolicamente iniziamo a consumare più di quanto il pianeta sia in grado di rigenerare in un anno.

Un dato che porta inevitabilmente a riflettere sui modelli di sviluppo adottati, sul consumo eccessivo delle risorse, sullo spreco e sull’impatto delle attività umane sull’ambiente. Se a livello nazionale il peso maggiore deriva dal consumo di suolo e dagli sprechi alimentari, sul territorio valtellinese emerge invece con forza un modello differente, fondato su un rapporto più equilibrato tra uomo, natura e agricoltura.

A sottolinearlo è Coldiretti Sondrio, che ha elaborato un’analisi basata sui dati Ispra, evidenziando come la Valtellina rappresenti oggi un esempio concreto di integrazione sostenibile tra attività agricola e tutela ambientale.

«La Valtellina rappresenta un esempio virtuoso di integrazione tra attività agricola e ambiente – evidenzia Sandro Bambini –. Qui l’agricoltura di montagna non solo produce cibo, ma presidia il territorio, tutela il paesaggio e contribuisce a mantenere l’equilibrio idrogeologico anche in aree difficili e impervie».

In un contesto nazionale segnato dalla progressiva perdita di suolo fertile, il sistema agricolo valtellinese dimostra infatti come sia possibile valorizzare ogni porzione di territorio, anche nelle condizioni più complesse. I terrazzamenti, i piccoli appezzamenti coltivati e le lavorazioni in pendenza raccontano una presenza costante dell’uomo che permette di evitare l’abbandono delle aree montane e di prevenire i conseguenti rischi ambientali e idrogeologici.

L’agricoltura di montagna assume così un ruolo che va ben oltre la semplice produzione alimentare. Diventa presidio del territorio, manutenzione del paesaggio, tutela ambientale e salvaguardia dell’identità locale.

Accanto al tema del consumo delle risorse resta però centrale anche quello dello spreco alimentare, un fenomeno che continua ad avere dimensioni molto rilevanti. Secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Waste Watcher, in Italia si sprecano ogni anno circa 1,7 miliardi di chili di cibo, con conseguenze significative sia dal punto di vista economico sia ambientale.

Gli alimenti maggiormente sprecati risultano essere soprattutto la frutta, seguita da verdure, pane, insalata, cipolle e tuberi, prodotti che spesso finiscono inutilizzati nonostante il valore economico, energetico e ambientale necessario per produrli.

«Anche su questo fronte il lavoro delle aziende agricole è fondamentale – aggiunge Bambini – perché la filiera corta e il rapporto diretto con i consumatori aiutano a ridurre gli sprechi e a valorizzare pienamente il prodotto».

È proprio in questa direzione che si inserisce l’impegno della rete Campagna Amica, che anche in provincia di Sondrio continua a promuovere un modello di consumo più consapevole e sostenibile. Attraverso il sostegno alle imprese locali e il rafforzamento del legame diretto tra produttori e cittadini, Campagna Amica contribuisce infatti a valorizzare il territorio, l’agricoltura locale e il senso di comunità.

In un momento in cui l’Italia entra simbolicamente in una fase di consumo “a credito”, il modello valtellinese viene così indicato come una possibile strada da seguire: un equilibrio costruito attraverso il lavoro quotidiano delle aziende agricole, la tutela del territorio e una maggiore attenzione alla sostenibilità ambientale e alimentare.