Sondrio

Poca neve sulle Alpi, Coldiretti Sondrio lancia l’allarme

Il forte deficit di innevamento registrato quest'anno preoccupa il comparto agricolo.

I ghiacciai lombardi registrano un calo del 39% delle riserve d'acqua secondo Arpa.

Redazione VN – 2 Luglio 2026 08:00

Sondrio, Centro Valtellina, Attualità

montagne

SONDRIO – La montagna, ancora una volta, anticipa ciò che potrebbe presto interessare anche il resto del territorio. È il messaggio lanciato da Coldiretti Sondrio, che richiama l’attenzione sul forte deficit di neve registrato quest’anno sulle Alpi, considerato un nuovo campanello d’allarme per il futuro della disponibilità idrica e dell’agricoltura.

A evidenziarlo sono i dati diffusi da Arpa Lombardia, che certificano anomalie negative dello Snow Water Equivalent (SWE), l’indicatore che misura la quantità di acqua contenuta nel manto nevoso. Secondo il monitoraggio, il deficit varia tra il 30% e il 60% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.

La situazione riguarda anche i ghiacciai lombardi, dove la disponibilità di acqua immagazzinata nella neve risulta inferiore del 39% rispetto ai valori di riferimento.

Il quadro si inserisce in un contesto regionale già particolarmente delicato. Le riserve idriche complessive della Lombardia risultano infatti inferiori del 26% rispetto alla media, mentre il solo manto nevoso registra un deficit che raggiunge addirittura il 68%.

A rendere ancora più preoccupante la situazione contribuisce l’intensa ondata di caldo che sta interessando il Nord Italia, accelerando la fusione della neve e riportando al centro il tema della disponibilità di acqua in vista dei mesi estivi.

«Per un territorio alpino come il nostro questi numeri meritano la massima attenzione – sottolinea il presidente di Coldiretti Sondrio, Sandro Bambini – e va peraltro rimarcato che la neve non è soltanto un elemento del paesaggio, ma un vero e proprio serbatoio naturale che alimenta corsi d’acqua, pascoli e attività agricole durante la stagione estiva. Quando questa riserva si riduce, il territorio diventa più vulnerabile e i primi segnali di difficoltà si manifestano proprio in montagna».

Secondo Coldiretti Sondrio, i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente gli equilibri delle aree alpine, rendendo sempre più frequente l’alternanza tra lunghi periodi senza precipitazioni e fenomeni meteorologici intensi concentrati in poche ore, con conseguenze dirette sulla gestione della risorsa idrica e sull’attività agricola.

«La Valtellina è una sorta di termometro che misura in anticipo gli effetti della siccità – prosegue Bambini –. Inverni più miti, nevicate meno abbondanti e una fusione sempre più precoce del manto nevoso sono segnali che osserviamo ormai con regolarità e che anticipano criticità destinate a interessare aree ben più vaste del territorio regionale».

L’attenzione resta alta anche nel bacino del fiume Po, dove il livello idrometrico continua a diminuire: si passa dai -3,4 metri registrati al Ponte della Becca, in provincia di Pavia, fino ai -8 metri rilevati a Cremona.

Una situazione che desta particolare preoccupazione anche per le coltivazioni in pieno campo di un’area che produce quasi un terzo dell’agroalimentare Made in Italy e concentra circa la metà dell’allevamento nazionale.

«L’agricoltura di montagna è tra le prime a percepire gli effetti del clima che cambia. Per questo diventa fondamentale investire nella capacità di adattamento dei territori alpini e nella gestione della risorsa idrica. Difendere la montagna significa tutelare le imprese agricole che ogni giorno garantiscono presidio del territorio, manutenzione del paesaggio e produzioni di qualità», conclude il presidente di Coldiretti Sondrio.

Per l’associazione agricola, il deficit di innevamento registrato nel 2026 rappresenta dunque l’ennesima conferma di una trasformazione climatica che interessa ormai l’intero arco alpino e che, in una provincia di montagna come quella di Sondrio, assume un significato ancora più rilevante per il futuro dell’agricoltura, della gestione dell’acqua e della tutela del territorio.

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