Sondrio

Rissa in un bar del centro di Sondrio: Daspo urbano per cinque giovani

Il Questore di Sondrio ha disposto il divieto di accesso ai locali pubblici e agli esercizi del centro cittadino nei confronti dei cinque stranieri per un anno.

Decisive le immagini della videosorveglianza e le testimonianze raccolte dalla Polizia di Stato.

Federica Lassi – 4 Giugno 2026 06:01

Sondrio, Centro Valtellina, Cronaca

SONDRIO – Prosegue l’attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di violenza legati alla cosiddetta “malamovida” da parte della Polizia di Stato di Sondrio. Nell’ambito di questa attività, il Questore della Provincia di Sondrio ha adottato un provvedimento di D.A.C.Ur. (Divieto di Accesso ai Locali Pubblici o aperti al Pubblico e agli Esercizi Pubblici) della durata di un anno nei confronti di cinque giovani stranieri, attualmente indagati per una violenta rissa avvenuta in un bar del centro cittadino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il grave episodio sarebbe iniziato per motivi ritenuti futili. A dare origine alla violenza sarebbe stato un 24enne di origine egiziana, che avrebbe improvvisamente colpito con una testata un altro avventore del locale, innescando così una rapida escalation della situazione.

L’aggressione avrebbe provocato una reazione immediata da parte di altri soggetti presenti nel bar, trasformando in pochi istanti la vicenda in una vera e propria rissa che ha coinvolto numerose persone.

Tra i protagonisti dell’episodio vi sarebbe anche un 36enne originario del Kosovo, che, secondo quanto accertato, sarebbe riuscito a impossessarsi furtivamente di una bottiglia di birra prelevata dal bancone con l’intenzione di utilizzarla come arma per colpire altri presenti.

Alla colluttazione avrebbe inoltre preso parte un dipendente del bar, cittadino kosovaro di 25 anni, che, nel corso dei momenti più concitati, insieme a un altro cittadino kosovaro di 34 anni, avrebbe colpito e minacciato verbalmente un carabiniere libero dal servizio che era intervenuto spontaneamente nel tentativo di riportare la calma e ristabilire l’ordine all’interno del locale.

Secondo la ricostruzione fornita dalla Questura, proprio il comportamento intimidatorio e aggressivo dei due giovani avrebbe contribuito ad aggravare ulteriormente la situazione, rendendo necessario un intervento più incisivo delle Forze dell’Ordine.

Nella rissa sarebbe stata coinvolta anche una 26enne di origine dominicana, che, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, senza alcuna finalità difensiva o pacificatrice avrebbe iniziato a colpire con schiaffi e calci un altro cliente presente nel locale.

Tutti i soggetti coinvolti avrebbero agito ignorando completamente la presenza di numerosi avventori all’interno del bar, mettendo seriamente a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone presenti.

Le testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti, unite alle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza, hanno consentito agli investigatori di ricostruire dettagliatamente l’intera dinamica dell’accaduto e di individuare le responsabilità dei soggetti coinvolti.

Fondamentale, secondo quanto sottolineato dalla Questura, è stato il tempestivo e coordinato intervento delle Forze dell’Ordine, che ha permesso di evitare conseguenze ancora più gravi.

L’attività istruttoria è stata svolta dagli agenti della Divisione Anticrimine della Questura di Sondrio, in stretta collaborazione con il personale della Squadra Mobile, che ha condotto gli accertamenti investigativi necessari per l’adozione del provvedimento.

Alla luce degli elementi raccolti, il Questore ha quindi disposto nei confronti dei cinque giovani il D.A.C.Ur., misura di prevenzione finalizzata a impedire il ripetersi di episodi analoghi.

Il provvedimento impone ai destinatari il divieto di accesso per un anno a tutti i pubblici esercizi, ai locali di pubblico intrattenimento e alle relative pertinenze esterne situati all’interno dell’area del centro cittadino delimitata da piazza Garibaldi e dalle zone immediatamente circostanti.

La Questura ricorda inoltre che la violazione delle prescrizioni contenute nel provvedimento comporta conseguenze penali particolarmente severe. In caso di inosservanza, infatti, i destinatari potranno essere puniti con la reclusione da uno a tre anni e con una multa compresa tra 10.000 e 24.000 euro.

Le misure interdittive come il Daspo urbano sono strumenti preventivi che consentono di limitare l’accesso a locali pubblici, bar, discoteche, disco-bar e luoghi di intrattenimento a soggetti che abbiano già manifestato comportamenti violenti o che siano considerati potenzialmente pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Attraverso questo provvedimento, il Questore di Sondrio, quale Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, intende rafforzare la tutela dei cittadini e garantire a residenti e frequentatori dei locali pubblici la possibilità di vivere i momenti di svago in un contesto sereno e sicuro.

L’adozione del D.A.C.Ur. conferma inoltre la costante attenzione delle Forze dell’Ordine verso i fenomeni riconducibili alla malamovida, considerati una delle principali cause di turbativa dell’ordine pubblico nei contesti urbani e nei luoghi di aggregazione giovanile.

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