Sondrio

Tra formaggi d’alpe e tradizioni: successo per Rifugi in Rosa

Successo per il secondo appuntamento della rassegna "Rifugi in Rosa", andato in scena a Gerola Alta.

Visite alle aziende agricole, dimostrazioni di lavorazione del latte, l'intervento di ATS della Montagna e il raduno della mandria al pascolo.

Redazione VN – 17 Luglio 2026 10:29

Sondrio, Centro Valtellina, Sanità

SONDRIO – Una giornata dedicata alla montagna, alle sue tradizioni e ai suoi prodotti più autentici. Si è svolto martedì 14 luglio il secondo appuntamento della rassegna “Rifugi in Rosa”, iniziativa che punta a far conoscere il patrimonio culturale, agroalimentare e umano delle montagne valtellinesi attraverso escursioni e momenti di approfondimento.

Il ritrovo era fissato a Gerola Alta, in località Pescegallo, nel cuore del Parco delle Orobie Valtellinesi, presso il piazzale delle Funivie Pescegallo Valgerola. Da qui il gruppo ha intrapreso il percorso lungo la strada silvo-pastorale che conduce agli alpeggi Pescegallo Foppe e Pescegallo Lago, entrambi di proprietà del Comune di Gerola Alta.

Le due strutture sono gestite rispettivamente dall’Azienda Agricola Lombella Michele e dall’Azienda Agricola Fallati Paolo, entrambe in possesso del riconoscimento comunitario per l’attività di trasformazione del latte direttamente in alpeggio.

Durante la visita i partecipanti hanno avuto l’opportunità di osservare da vicino gli strumenti utilizzati quotidianamente dai casari e le tradizionali tecniche di lavorazione del latte, tramandate di generazione in generazione e ancora oggi alla base della produzione di eccellenze tipiche dell’alpeggio, come il formaggio grasso d’alpe e la ricotta.

L’escursione è poi proseguita verso il Rifugio Salmurano, accompagnata da una Guida di Media Montagna messa a disposizione dal Parco delle Orobie. Ad accogliere gli escursionisti sono state Paola Spandrio, le sue sorelle, la madre e la più giovane nipotina: cinque donne appartenenti a tre generazioni della stessa famiglia, unite dalla gestione del rifugio e dalla passione per l’accoglienza e la montagna.

Una presenza che rappresenta pienamente lo spirito della rassegna “Rifugi in Rosa”, nata proprio per valorizzare il contributo femminile nella conduzione dei rifugi alpini e nella trasmissione di tradizioni, competenze e conoscenze legate al territorio.

Nel pomeriggio spazio anche a un momento di approfondimento tecnico con l’intervento dei veterinari del Dipartimento Veterinario Valtellina di ATS della Montagna, che hanno illustrato ai partecipanti la storia e il valore delle produzioni lattiero-casearie d’alpeggio, evidenziando come una tradizione secolare continui ancora oggi a rinnovarsi nel rispetto delle tecniche consolidate nel tempo.

Durante l’incontro è stato inoltre approfondito il ruolo svolto da ATS della Montagna nel garantire la sicurezza alimentare, attraverso i controlli sulle attività di trasformazione del latte, sulle strutture produttive e sul rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente.

La giornata si è conclusa con un’altra esperienza particolarmente significativa. Rientrando verso valle, i partecipanti hanno infatti assistito, presso l’alpe Pescegallo Foppe, in località Casera, al raduno della mandria al pascolo e alle successive operazioni di mungitura dei bovini, entrando così in contatto diretto con uno dei momenti più caratteristici della vita d’alpeggio.

Gli organizzatori hanno infine rivolto un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa e hanno contribuito alla buona riuscita della giornata, dedicata alla scoperta delle produzioni casearie di montagna, delle tradizioni locali e del patrimonio agroalimentare e culturale che caratterizza il territorio delle Orobie valtellinesi.

La rassegna “Rifugi in Rosa” proseguirà nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti pensati per accompagnare il pubblico alla scoperta di altri rifugi, realtà produttive e testimonianze che raccontano la montagna attraverso il lavoro, la cultura e le persone che la vivono ogni giorno.

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