SONDRIO – Raccontare il territorio attraverso i suoi formaggi simbolo, mostrando il lavoro quotidiano di allevatori e casari e il profondo legame tra produzione, ambiente e tradizione. È questo l’obiettivo del Food Blogger Tour organizzato nell’ambito del progetto europeo “Think Milk, Taste Europe, Be Smart”, che dal 14 al 16 luglio ha accompagnato un gruppo di food blogger e content creator in un viaggio esperienziale nel cuore della Valtellina alla scoperta del Valtellina Casera DOP e del Bitto DOP.
L’iniziativa, conclusasi nei giorni scorsi, ha offerto ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino la filiera lattiero-casearia valtellinese, mettendo in evidenza il ruolo delle cooperative e delle aziende agricole che, ogni giorno, custodiscono antiche tradizioni produttive coniugandole con elevati standard di qualità, sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio.

Prima tappa alla Latteria di Chiuro
Il tour ha preso il via dalla Latteria di Chiuro, la prima cooperativa lattiero-casearia del territorio capace di trasformare il lavoro di numerosi piccoli allevatori in un modello imprenditoriale di successo, diventando un esempio di filiera corta e di economia montana sostenibile.
Qui i food blogger hanno potuto osservare da vicino tutte le fasi della produzione, conoscendo una realtà che realizza un’ampia gamma di formaggi e prodotti lattiero-caseari, tra cui spiccano proprio il Valtellina Casera DOP e il Bitto DOP, considerato il re dei formaggi d’alpeggio estivo.
Il lavoro degli allevatori all’Azienda Agricola Pedrana
La seconda tappa ha condotto i partecipanti all’Azienda Agricola Pedrana, dove influencer e content creator hanno documentato in tempo reale, attraverso i propri canali social, il lavoro quotidiano degli allevatori.
Un’occasione per raccontare come il benessere animale, la cura dei pascoli e la gestione dell’ambiente montano incidano direttamente sulla qualità finale dei formaggi, evidenziando il forte legame tra allevamento, biodiversità e produzioni certificate.
Tradizione e innovazione alla Latteria Livigno
La seconda giornata è proseguita alla Latteria Livigno, realtà cooperativa che nel tempo ha saputo trasformarsi da semplice latteria turnaria in un punto di riferimento anche per il turismo.
Qui i partecipanti hanno scoperto come la tradizione dell’economia contadina di montagna possa convivere con le tecnologie più moderne, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere da vicino la lavorazione del latte e la produzione dei formaggi tipici, vivendo un’esperienza immersiva nel mondo dell’allevamento alpino.
L’esperienza dell’alpeggio a Malga Federia
L’ultima giornata si è conclusa a Malga Federia, immersa nell’omonima valle a pochi chilometri dal centro di Livigno.
In questo contesto i food blogger hanno potuto vivere in prima persona l’esperienza dell’alpeggio, osservando le attività quotidiane della malga, dalla produzione del latte alla trasformazione in formaggi d’alta quota, fino alla degustazione delle specialità del territorio.
Un’esperienza che ha permesso di comprendere il valore ambientale, economico e culturale della monticazione, pratica che ogni estate porta gli allevatori con le mandrie negli alpeggi e contribuisce a preservare paesaggio, biodiversità e tradizioni locali.

Un progetto europeo per valorizzare la cooperazione
Attraverso i racconti, le fotografie e i video pubblicati sui social dai partecipanti, il progetto “Think Milk, Taste Europe, Be Smart” continua a promuovere il patrimonio della filiera lattiero-casearia cooperativa italiana.
L’iniziativa è promossa dal settore lattiero-caseario dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, realizzata da Confcooperative con il cofinanziamento della Commissione europea, con l’obiettivo di valorizzare le produzioni DOP, la qualità certificata, la sostenibilità delle aziende cooperative e il legame tra prodotti, territorio e comunità locali.
Attraverso esperienze dirette come quella vissuta in Valtellina, il progetto punta infatti a far conoscere non solo due eccellenze come il Valtellina Casera DOP e il Bitto DOP, ma anche il patrimonio di competenze, tradizioni e lavoro che rende unica la filiera lattiero-casearia di montagna.