SONDRIO – Una nuova alleanza strategica per il futuro del vino italiano prende forma nel Nord del Paese. Regione Lombardia, attraverso ERSAF e Fondazione Riccagioia, entra ufficialmente in una rete interregionale che riunisce alcuni tra i principali enti di ricerca e innovazione nel campo della viticoltura e dell’enologia. Un progetto ambizioso che coinvolge territori dove si concentra circa il 40% della produzione vitivinicola nazionale e che vede protagonista anche la Fondazione Fojanini di Sondrio, punto di riferimento per il settore in Valtellina.
L’accordo, sottoscritto insieme a istituzioni di Piemonte, Trentino, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Liguria e Veneto, rappresenta un passo decisivo verso una visione condivisa e la definizione di strategie comuni per affrontare le sfide del comparto.
Il cuore dell’intesa è la creazione di un gruppo di lavoro dedicato al Nord Italia, con il compito di coordinare attività scientifiche e progettuali nel campo della produzione vitivinicola. L’obiettivo è sviluppare progettualità integrate e favorire un approccio sinergico tra enti di ricerca, istituzioni e territorio. “Questo accordo ha proprio come obiettivo quello di contribuire alla crescita del sistema della ricerca e dell’innovazione vitivinicola nel Nord Italia”, ha spiegato Fabio Losio, presidente di ERSAF e della Fondazione Riccagioia. “Sono previste attività operative e protocolli attuativi che regoleranno la proprietà dei risultati e l’accesso alle conoscenze, elementi fondamentali per il buon esito delle attività”.
All’interno della rete, la presenza della Fondazione Fojanini rafforza il ruolo della Valtellina come laboratorio di eccellenza per la ricerca applicata alla viticoltura di montagna. Un ambito sempre più rilevante, soprattutto alla luce delle sfide legate ai cambiamenti climatici, alla sostenibilità e alla competitività dei mercati. La partecipazione di Sondrio consente di portare all’interno del progetto competenze specifiche legate alla viticoltura eroica, contribuendo a valorizzare un patrimonio unico e a sviluppare soluzioni innovative per il settore.
L’accordo prevede la nomina di referenti tecnici per ciascun ente coinvolto. A loro spetterà il compito di individuare gli obiettivi strategici, definire i progetti prioritari e promuovere accordi operativi per la realizzazione delle attività. Tra le priorità, anche la valorizzazione e la diffusione dei risultati ottenuti, con l’obiettivo di trasferire conoscenze e innovazioni direttamente al tessuto produttivo.
La nascita di questa rete segna un cambio di passo per il settore vitivinicolo del Nord Italia, che punta sempre più su ricerca, innovazione e collaborazione per affrontare le sfide globali. In questo scenario, la sinergia tra territori e istituzioni rappresenta un elemento chiave per garantire qualità, sostenibilità e competitività, rafforzando il posizionamento del vino italiano sui mercati internazionali e valorizzando al tempo stesso le specificità locali, come quelle della Valtellina.