Valdidentro

Valdidentro, maxi esercitazione antincendio ai laghi di Cancano

Oltre 70 operatori coinvolti nelle operazioni coordinate dalla Comunità Montana Alta Valtellina. In campo Protezione Civile, Soccorso Alpino, Guardia di Finanza e Carabinieri Forestali.

Dallo spegnimento di un incendio boschivo al recupero di un ferito in ambiente impervio, con il supporto dei droni.

Redazione VN – 3 Novembre 2026 09:05

Valdidentro, Alta Valtellina, Attualità

foto di Andrea Mazzoni

VALDIDENTRO – Oltre 70 operatori impegnati ai laghi di Cancano in una maxi esercitazione antincendio boschivo, con la simulazione del ferimento di un volontario e il suo recupero in un’area impervia. L’addestramento, organizzato sabato 17 ottobre dalla Comunità Montana Alta Valtellina, ha coinvolto squadre AIB, Protezione Civile, Soccorso Alpino e Guardia di Finanza, chiamati a mettere alla prova le procedure di intervento e il coordinamento tra i diversi corpi.

Particolare attenzione è stata dedicata all’impiego dei droni della Provincia di Sondrio, utilizzati per localizzare il ferito tra il fumo, monitorare l’evoluzione dell’incendio simulato e garantire la sicurezza dei soccorritori durante le operazioni. L’esercitazione ha permesso inoltre di verificare l’efficienza dei collegamenti radio, i tempi di risposta delle squadre e la gestione di un’emergenza complessa in ambiente montano.

foto di Andrea Mazzoni

A dirigere l’attività è stato Michele Zanoli, responsabile operativo della Comunità Montana Alta Valtellina, mentre il coordinamento delle operazioni di spegnimento è stato affidato ai due Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS), Gerardo Urbani e Fausto Trinca Rampelin, affiancati da Matteo Rocca, coordinatore della sezione di Protezione Civile ospitante.

La prima parte dell’esercitazione si è concentrata sulle procedure antincendio, dalla verifica dei tempi di risposta delle squadre all’impiego delle attrezzature idrauliche, fino alla posa delle linee di manichette necessarie per le operazioni di spegnimento. Lo scenario si è poi complicato con la simulazione del ferimento di un volontario impegnato in una zona particolarmente difficile da raggiungere. Una situazione pensata per riprodurre un’emergenza nella quale, oltre a contrastare le fiamme, diventa necessario organizzare rapidamente il soccorso di un operatore infortunato, senza compromettere la sicurezza delle altre squadre.

foto di Andrea Mazzoni

Una volta individuato il ferito, sono entrati in azione i tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e i militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Bormio. Gli specialisti hanno raggiunto il volontario, proceduto alla sua stabilizzazione e organizzato il recupero in barella, affrontando le forti pendenze e le difficoltà del terreno prima di trasportarlo in sicurezza a valle.

foto di Andrea Mazzoni

Un ruolo determinante è stato svolto dal modulo UAS della Provincia di Sondrio, specializzato nell’impiego di droni a supporto delle operazioni di emergenza. I velivoli, condotti dai piloti della Provincia sotto il coordinamento del nuovo responsabile Andrea Mazzoni, sono stati utilizzati inizialmente per localizzare il volontario, la cui posizione era resa difficilmente individuabile dalla presenza del fumo.

foto di Andrea Mazzoni

Il loro impiego è proseguito durante le successive manovre di recupero, permettendo di osservare dall’alto l’evoluzione del fronte dell’incendio simulato e di monitorare eventuali pericoli ambientali per i soccorritori impegnati a terra. Una duplice funzione che ha consentito di verificare l’utilità della tecnologia sia nelle attività di ricerca sia nella gestione della sicurezza degli operatori, soprattutto in contesti nei quali la conformazione del territorio rende più complessi gli interventi.

foto di Andrea Mazzoni

Parallelamente alle operazioni di spegnimento e soccorso, l’esercitazione ha coinvolto anche i Carabinieri Forestali del Parco Nazionale dello Stelvio, Stazione di Valdidentro. I militari hanno simulato le attività investigative successive a un incendio boschivo, effettuando i rilievi necessari a ricostruire le possibili cause del rogo e a stabilire se l’origine potesse essere dolosa o colposa. Un’attività che ha permesso di integrare l’addestramento operativo con gli aspetti legati all’accertamento delle responsabilità e alla tutela del patrimonio ambientale.

foto di Andrea Mazzoni

Al termine della giornata, Michele Zanoli ha espresso soddisfazione per la risposta del sistema di emergenza e per la collaborazione tra le diverse realtà coinvolte. “La presenza di oltre 70 operatori e la perfetta integrazione tra i sistemi tecnologici come i droni e i volontari di Protezione Civile AIB, corpi specializzati del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza dimostrano quanto sia alto il livello di reattività del nostro sistema – ha dichiarato -. Testare il soccorso a un volontario ferito ci permette di garantire la massima sicurezza a chi, ogni giorno, rischia in prima persona per difendere il nostro patrimonio boschivo”.

foto di Andrea Mazzoni

L’esercitazione si è conclusa nel primo pomeriggio con un momento di confronto operativo sulle attività svolte, seguito da un pranzo comunitario.

foto di Andrea Mazzoni

Una giornata di addestramento che ha messo alla prova non soltanto le singole procedure, ma soprattutto la capacità di coordinamento tra le diverse componenti del soccorso, fondamentale per affrontare emergenze in territori montani dove le condizioni ambientali e le difficoltà di accesso possono rendere ancora più impegnative le operazioni.

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