BORMIO – Un’opera d’arte nel cuore dello Stelvio, pensata per raccontare attraverso il marmo il legame profondo tra l’uomo, la montagna e una delle strade più iconiche delle Alpi. Sarà inaugurata sabato 12 settembre, alle 11.30, la nuova scultura “Battito dello Stelvio”, realizzata dall’artista Marco Alberti e donata al Comune di Bormio in occasione del Bicentenario della Strada dello Stelvio, 1825-2025. La cerimonia si svolgerà direttamente lungo la strada del Passo, tra il quinto e il sesto tornante, al chilometro 122.800, nel paesaggio che ha ispirato la stessa opera.
“Battito dello Stelvio” è realizzata in marmo apuano e nasce come omaggio alla montagna e alla strada che da due secoli attraversa uno dei contesti alpini più spettacolari. Le linee della scultura richiamano infatti i celebri tornanti dello Stelvio, traducendo in forma artistica il movimento della strada e il rapporto tra l’intervento dell’uomo e la forza del paesaggio naturale. Un’opera che vuole quindi inserirsi nel luogo senza limitarsi a celebrarlo, trasformando il profilo della strada in un segno simbolico capace di evocare storia, fatica, passaggio e incontro con la montagna.
La scultura è stata donata al Comune di Bormio nell’ambito delle iniziative legate al Bicentenario della Strada dello Stelvio, ricorrenza che nel 2025 ha celebrato i duecento anni dalla realizzazione di un collegamento diventato nel tempo uno dei simboli dell’Alta Valtellina.
L’inaugurazione rappresenterà anche l’occasione per conoscere più da vicino il percorso creativo seguito da Marco Alberti, dalla nascita dell’idea fino alla sua realizzazione e alla scelta di collocare l’opera proprio lungo i tornanti che ne hanno ispirato le forme.
Non una scultura pensata per uno spazio chiuso, dunque, ma un’opera chiamata a dialogare direttamente con il paesaggio dello Stelvio. La scelta della collocazione tra il quinto e il sesto tornante lega infatti in maniera immediata “Battito dello Stelvio” alla strada, alle sue curve e al contesto montano che la circonda.
L’iniziativa si inserisce così nel percorso di valorizzazione della memoria e dell’identità dello Stelvio, affiancando alla dimensione storica e ingegneristica della strada anche un nuovo elemento artistico.