MESE – Dopo la dura presa di posizione del Comune di Piuro sulle condizioni del fiume Mera, arriva la replica di A2A. La società interviene sulle cause della forte torbidità osservata nei giorni scorsi e respinge l’ipotesi che il fenomeno sia riconducibile a una scelta gestionale della diga di Villa di Chiavenna.
Il confronto si era acceso dopo l’intervento del sindaco Omar Iacomella, che aveva denunciato un Mera «fortemente limaccioso e compromesso» già prima dei temporali, chiedendo ad A2A trasparenza e rispetto degli impegni ambientali. Il Comune aveva inoltre riferito di aver inviato all’inizio di agosto una PEC formale per segnalare quelli definiti come pesanti rilasci e svasi provenienti dalla diga.
A2A offre ora una lettura diversa dell’accaduto. “L’aumento di torbidità delle acque del fiume Mera osservato nei giorni scorsi è la conseguenza delle intense precipitazioni sul bacino imbrifero a monte della diga di Villa di Chiavenna, giunte dopo circa undici mesi di siccità e portate particolarmente basse”, spiega la società.
Secondo A2A, proprio questa situazione avrebbe favorito il naturale dilavamento dell’alveo lungo il corso principale del Mera a monte dell’invaso e dei suoi affluenti. Alcuni di questi, in territorio svizzero, erano inoltre stati interessati nelle settimane precedenti da colate detritiche. «È una dinamica idrologica naturale, non riconducibile a una scelta gestionale della diga», precisa A2A, aggiungendo che dai monitoraggi morfo-batimetrici condotti nel corso degli anni l’invaso risulterebbe «sostanzialmente pulito».
Nella replica la società ricostruisce anche il modello di gestione utilizzato a Villa di Chiavenna dal 2017, anno della frana del Pizzo Cengalo. Da allora, durante gli eventi di piena, la diga viene gestita attraverso un protocollo che rende l’invaso cosiddetto “trasparente”. In sostanza, il sistema consente il passaggio verso valle del materiale solido naturalmente trasportato dalla corrente, mantenendo al tempo stesso la continuità del deflusso.
Secondo A2A, questa modalità è pensata sia per tutelare la diga e le infrastrutture poste a valle sia per evitare accumuli anomali di sedimenti all’interno del bacino. «Dal 2018 a oggi si contano 42 eventi gestiti secondo questo protocollo, senza che i monitoraggi abbiano rilevato conseguenze ambientali apprezzabili», sottolinea la società. Ogni episodio, aggiunge A2A, viene rendicontato a Regione Lombardia, ARPA e Direzione Generale per le Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con monitoraggi periodici.
Un altro passaggio della replica riguarda direttamente la segnalazione inviata dal Comune di Piuro all’inizio del mese. Iacomella aveva ricordato che l’Amministrazione si era già attivata prima delle precipitazioni più intense, sostenendo che le condizioni del Mera fossero problematiche già in precedenza.
A2A sostiene però che i due episodi vadano distinti. «Gli eventi dei giorni scorsi non hanno nulla a che fare con la segnalazione inviata dal Comune di Piuro il 5 agosto», afferma la società.
La stessa giornata, secondo quanto riferito da A2A, Regione Lombardia avrebbe effettuato un sopralluogo senza rilevare anomalie nelle modalità di rilascio del deflusso minimo vitale, né presenza di sedimenti o limo, né anomalie visibili nella torbidità delle acque a valle dello sbarramento. È uno dei punti centrali della replica, perché interviene direttamente sulla contestazione avanzata dall’Amministrazione comunale.
Nel precedente intervento Iacomella aveva sostenuto che la produzione di energia pulita non potesse avvenire a danno di chi vive a valle e aveva richiamato il Contratto di Fiume Mera, chiedendo trasparenza, tutela del deflusso minimo vitale e corretta gestione dei sedimenti.
A2A risponde proprio su questo fronte. La società afferma di condividere «l’attenzione della comunità verso l’ecosistema fluviale e la fauna ittica» e precisa che il protocollo di gestione è nato proprio con l’obiettivo di mantenere la capacità nominale del bacino e regolare il trasporto solido del fiume.
L’obiettivo, secondo il gestore, è evitare che il materiale si accumuli nell’invaso per poi essere rilasciato successivamente in maniera incontrollata. «Una gestione risultata efficace, definita e monitorata insieme agli enti competenti, non una scelta unilaterale del gestore», puntualizza A2A.
La società chiude confermando la disponibilità al dialogo con istituzioni ed enti di controllo. «A2A conferma la piena disponibilità al confronto con gli enti preposti e continuerà a garantire la massima trasparenza sui dati di gestione dell’invaso, nell’interesse comune del territorio».
Resta dunque aperto il confronto sulle condizioni del Mera. Da una parte il Comune di Piuro, che nei giorni scorsi aveva chiesto chiarimenti sulle cause della torbidità e sulle modalità di gestione della diga; dall’altra A2A, che attribuisce il fenomeno recente alle condizioni idrologiche determinate dalle forti precipitazioni dopo un lungo periodo siccitoso e rivendica la correttezza del protocollo utilizzato a Villa di Chiavenna.
Il tema, ora, resta quello della verifica dei dati e del confronto con gli enti competenti, con l’obiettivo comune dichiarato di tutelare il fiume e il suo ecosistema.