MORBEGNO – Le celebrazioni per i 70 anni dalla scomparsa di Ezio Vanoni entrano in una nuova fase. Dopo il convegno organizzato lo scorso 8 maggio, il Comitato cittadino di Morbegno ha preparato per il mese di ottobre una serie di appuntamenti pensati per riportare al centro la figura dello statista morbegnese e, soprattutto, per farla conoscere alle nuove generazioni.
Vanoni, nato nel 1903 e morto nel 1956, fu studioso, docente universitario, membro dell’Assemblea Costituente, riformatore e protagonista della vita politica nazionale. Ma il suo legame con la Valtellina rimase sempre fortissimo, tanto da emergere anche nell’ultimo intervento pronunciato in Senato il 16 febbraio 1956, poche ore prima della morte. Ed è proprio questo rapporto tra dimensione nazionale e radici valtellinesi che il Comitato vuole mettere in evidenza attraverso mostre, documenti storici, libri e percorsi cittadini.
Uno dei primi appuntamenti sarà a Morbegno, dove la Biblioteca “Ezio Vanoni” ospiterà dal 12 al 24 ottobre una mostra bibliografica dedicata allo statista. L’esposizione raccoglierà libri di Vanoni e alcune particolarità bibliografiche conservate nel patrimonio della biblioteca, che comprende anche i volumi donati dalle figlie dello stesso Vanoni. L’iniziativa si inserirà nel periodo del Trofeo Vanoni, la gara internazionale di corsa in montagna a staffetta che da quasi settant’anni porta il suo nome e che continua a rappresentare uno degli appuntamenti più riconoscibili della città.
Parallelamente, l’Istituto superiore Saraceno Romegialli, attraverso l’indirizzo Turistico, organizzerà un percorso dedicato alla figura dello statista. Il “Vanoni tour” sarà rivolto sia agli atleti stranieri presenti per il Trofeo sia agli studenti delle scuole medie e toccherà quattro luoghi simbolici di Morbegno: la casa natale di via Ninguarda, la scuola media, la biblioteca e il monumento di via Forestale. Un itinerario pensato per trasformare la memoria storica in esperienza diretta, legando la biografia di Vanoni ai luoghi che ancora oggi ne conservano il nome e il ricordo.
Le iniziative coinvolgeranno anche il capoluogo provinciale. Dal 1° al 30 ottobre, alla Biblioteca Luigi Credaro di Sondrio, sarà allestita un’esposizione realizzata attingendo al Fondo Battista Leoni. La mostra raccoglierà articoli, giornali dell’epoca e numerosi volumi dedicati alla figura e al pensiero di Vanoni, con l’intento di mettere in luce alcuni dei principi che hanno caratterizzato la sua azione pubblica: il valore della persona, il sacrificio, il senso del dovere e l’impegno per il bene comune.
L’inaugurazione è fissata per giovedì 1° ottobre alle 16. L’esposizione sarà visitabile gratuitamente dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, mentre il venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17. Per scuole e gruppi sarà possibile organizzare visite guidate gratuite contattando direttamente la Biblioteca Credaro.
Uno degli obiettivi principali del programma è restituire soprattutto ai più giovani la portata del pensiero economico e sociale di Vanoni. Tra i passaggi più significativi della sua attività pubblica c’è il Piano Vanoni, elaborato per favorire crescita del reddito e occupazione nell’Italia del dopoguerra attraverso una visione fondata su equilibrio dei conti, stabilità monetaria, sostegno al risparmio e sviluppo economico. A Vanoni è legata anche l’introduzione della dichiarazione dei redditi, pensata all’interno di una concezione più ampia del rapporto tra cittadino e Stato: non più il pagamento dell’imposta vissuto soltanto come imposizione, ma come partecipazione consapevole alla vita della comunità.
Il senso delle iniziative promosse dal Comitato cittadino va quindi oltre la celebrazione dell’anniversario. L’intento è quello di riportare l’attenzione su una figura che ha inciso profondamente sulla storia economica e istituzionale del Paese, ma che resta anche fortemente legata alla Valtellina. Per questo ottobre sarà soprattutto un mese di conoscenza e approfondimento: un modo per evitare che il nome di Ezio Vanoni resti confinato alla memoria storica e per riscoprire, a settant’anni dalla sua morte, l’attualità di molte delle sue intuizioni.