MORBEGNO – Il miglior Bitto del 2026 arriva dall’alpeggio Frondaglio di Madesimo e porta la firma di Mario Guglielmana. È uno dei risultati più significativi della 119ª Mostra del Bitto, che si è conclusa domenica a Morbegno dopo due giornate di grande partecipazione. Un riconoscimento accolto con particolare soddisfazione da Coldiretti Sondrio, di cui il produttore premiato è associato, e che riporta al centro il lavoro degli allevatori e il futuro dell’agricoltura di montagna.
Migliaia i visitatori che hanno affollato il centro cittadino, soprattutto nella giornata di sabato, mentre domenica la partecipazione è rimasta significativa nonostante il peggioramento delle condizioni meteorologiche. Tra i protagonisti della manifestazione anche gli agricoltori dell’AgriMercato di Campagna Amica, presenti con le produzioni a chilometro zero e le specialità agroalimentari di Valtellina e Valchiavenna.
A distinguersi nel concorso caseario è stato Mario Guglielmana, che con il Bitto prodotto all’alpeggio Frondaglio, a Madesimo, ha conquistato il primo premio nella categoria dedicata al Bitto 2026. Un risultato che premia una produzione strettamente legata all’ambiente alpino, dove la qualità del formaggio nasce dal lavoro quotidiano negli alpeggi, dalla gestione degli animali e da competenze tramandate nel tempo.
Alla cerimonia di premiazione era presente anche il presidente di Coldiretti Sondrio Sandro Bambini, intervenuto durante l’inaugurazione della Mostra.
“Il valore del Bitto comincia da chi lavora ogni giorno negli allevamenti e sugli alpeggi, mantenendo viva l’agricoltura di montagna”, ha sottolineato Bambini, richiamando l’importanza di sostenere le aziende che continuano a operare nelle terre alte. Il concorso ha premiato anche la Latteria Sociale di Chiuro, il cui Valtellina Casera stagionato ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto tra i formaggi in gara.
Due riconoscimenti che confermano il livello raggiunto dalla produzione casearia locale e il peso delle aziende agricole nella conservazione delle tradizioni del territorio.
Accanto al concorso dei formaggi, Coldiretti ha partecipato alla manifestazione con la mostra mercato dell’AgriMercato di Campagna Amica, offrendo ai visitatori la possibilità di acquistare prodotti direttamente dalle aziende agricole e conoscere chi li realizza. Un contatto diretto che rappresenta uno degli elementi distintivi della rete promossa dall’associazione e che a Morbegno trova spazio anche durante il resto dell’anno.
Dallo scorso giugno, infatti, al mercato del giovedì in piazza V Alpini si è aggiunto un nuovo appuntamento settimanale in piazza Sant’Antonio, ampliando le occasioni di vendita diretta per i produttori del territorio. La presenza alla Mostra del Bitto ha permesso alle aziende di incontrare un pubblico particolarmente numeroso, interessato non soltanto alle degustazioni, ma anche all’origine degli alimenti e alle caratteristiche delle produzioni locali.

La soddisfazione per la riuscita della manifestazione si accompagna però alle questioni ancora aperte per il comparto agricolo. Per Coldiretti Sondrio, il successo dei prodotti tipici deve tradursi anche in condizioni economiche che permettano alle imprese di continuare a lavorare, soprattutto nelle aree montane, dove allevamento e produzione comportano costi e difficoltà maggiori rispetto alla pianura.
Tra le priorità indicate dall’associazione figurano il riconoscimento dei maggiori costi di produzione, il sostegno agli alpeggi, la manutenzione delle infrastrutture rurali e una migliore accessibilità dei pascoli.
A queste si aggiungono la necessità di garantire redditi adeguati agli allevatori, semplificare gli adempimenti burocratici e favorire il ricambio generazionale, affinché i giovani possano trovare prospettive concrete nell’agricoltura alpina. Un tema che Bambini ha richiamato anche durante la Mostra, sottolineando l’importanza delle competenze trasmesse tra generazioni e della continuità delle attività agricole.
La posta in gioco, secondo Coldiretti, va oltre la sola produzione alimentare. Allevamenti e alpeggi contribuiscono infatti alla gestione dei pascoli, alla cura del paesaggio e al mantenimento delle attività economiche nelle zone montane, contrastando il progressivo abbandono delle terre alte.

La 119ª edizione della Mostra del Bitto lascia quindi a Coldiretti Sondrio un bilancio positivo, sia per la partecipazione del pubblico sia per i riconoscimenti ottenuti dai produttori. Ma il messaggio dell’associazione guarda soprattutto oltre i due giorni di festa: la valorizzazione delle eccellenze casearie deve essere accompagnata da interventi capaci di sostenere concretamente chi le produce.
Il premio conquistato da Mario Guglielmana e quello assegnato alla Latteria Sociale di Chiuro rappresentano il risultato di un lavoro che prosegue durante tutto l’anno, spesso in condizioni impegnative. Per Coldiretti, la sfida è fare in modo che il successo delle produzioni valtellinesi si traduca in redditività per le aziende, continuità degli alpeggi e nuove opportunità per i giovani agricoltori.

