Sondrio

Sanità, meno burocrazia per i medici: ASST Valtellina e Alto Lario sperimenta “Sinapsi”

La provincia di Sondrio tra i primi territori lombardi coinvolti nel progetto regionale.

Le informazioni sanitarie dei pazienti in un unico sistema: dalle prescrizioni alle cure domiciliari, l'obiettivo è semplificare il lavoro dei professionisti e migliorare l'assistenza.

Redazione VN – 20 Ottobre 2026 09:10

Sondrio, Centro Valtellina, Sanità

SONDRIO – Un unico strumento per consultare visite, esami, prescrizioni e terapie, senza dover passare continuamente da un programma informatico all’altro. L’ASST Valtellina e Alto Lario è tra le prime due aziende sanitarie lombarde a sperimentare “Sinapsi”, il nuovo progetto di Regione Lombardia che punta a ridurre il carico burocratico dei medici e a migliorare il coordinamento delle cure.

La sperimentazione coinvolge anche l’ASST Niguarda di Milano ed è stata presentata a Palazzo Lombardia, alla presenza dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e del ministro della Salute Orazio Schillaci. L’obiettivo è concreto: restituire ai medici parte del tempo oggi assorbito dalla consultazione di piattaforme diverse, facilitando allo stesso tempo lo scambio di informazioni tra medicina di base, specialisti, ospedali e servizi territoriali.

Il progetto introduce un cruscotto clinico unico, attraverso il quale i professionisti possono accedere alle informazioni già disponibili nei sistemi sanitari regionali. Non si tratta di un ulteriore programma da compilare, né di uno strumento destinato a sostituire quelli esistenti. Sinapsi li mette in collegamento, consentendo di consultare i dati da un solo ambiente, senza duplicarli.

Ministro Schillaci e Bertolaso

Il sistema integra già il Fascicolo Sanitario Elettronico, le informazioni sulle prescrizioni di farmaci e prestazioni ambulatoriali, gli appuntamenti fissati, il Sistema di Gestione Digitale del Territorio e la piattaforma dedicata ai piani terapeutici. Da qui il medico può anche predisporre piani assistenziali e avviare l’attivazione di servizi come assistenza domiciliare, infermiere di famiglia e di comunità, cure palliative domiciliari e ospedale di comunità.

Un collegamento pensato per evitare che il passaggio tra professionisti e strutture comporti ogni volta la necessità di ricostruire da capo la situazione clinica del paziente.

Tra le funzioni più rilevanti c’è la possibilità di segnalare situazioni che richiedono attenzione, come piani terapeutici prossimi alla scadenza, accessi ripetuti ai servizi sanitari per la stessa causa o persone con patologie croniche che non risultano ancora prese in carico. Il sistema non prende decisioni cliniche al posto dei medici, ma mette a loro disposizione informazioni utili per intervenire più tempestivamente.

Per i cittadini, il vantaggio atteso riguarda soprattutto la continuità dell’assistenza, in particolare quando il percorso di cura coinvolge più specialisti o richiede il collegamento tra ospedale e territorio. Un aspetto che assume particolare interesse per l’ASST Valtellina e Alto Lario, chiamata a garantire servizi sanitari in un’area montana estesa, dove il coordinamento tra le diverse strutture rappresenta una necessità quotidiana.

“Con Sinapsi facciamo un passo avanti verso una sanità sempre più integrata, mettendo in rete medici di medicina generale, specialisti, ospedali e servizi territoriali – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso durante la presentazione -. Ridurre la burocrazia significa consentire ai medici di concentrarsi maggiormente sui pazienti e migliorare la presa in carico, soprattutto delle persone con patologie croniche”.

Per Bertolaso, l’obiettivo è rendere più efficace l’organizzazione dell’assistenza attraverso strumenti immediatamente utilizzabili: “Non parliamo della medicina del futuro, ma di quella di domani mattina”. Anche il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato le potenzialità dell’iniziativa, evidenziando come l’integrazione delle informazioni possa contribuire a migliorare la qualità delle cure. “È un modello di sanità moderna, più integrata tra ospedale e territorio e più vicina ai cittadini”, ha affermato, aggiungendo che, se la sperimentazione darà i risultati attesi, potrà diventare un’esperienza utile anche per il resto del Paese.

Il progetto è stato illustrato durante l’incontro a Palazzo Lombardia da Alberto Zoli, commissario straordinario dell’ASST Niguarda, Laura Zoppini, direttore sociosanitario della stessa azienda, e Marco Tironi, medico di medicina generale. Alla presentazione sono intervenuti anche rappresentanti del Ministero della Salute, di Regione Lombardia e di Agenas. Sinapsi è attualmente in fase sperimentale e potrà essere progressivamente ampliato con nuove funzionalità e ulteriori fonti informative, tra cui, in prospettiva, anche l’infrastruttura di telemedicina.

Per l’ASST Valtellina e Alto Lario, il coinvolgimento rappresenta quindi l’avvio di un percorso i cui risultati dovranno essere verificati sul campo. La sfida sarà capire quanto il nuovo sistema riuscirà effettivamente a ridurre il lavoro amministrativo dei medici e a rendere più rapida e coordinata la presa in carico dei pazienti.

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