Morbegno

Polo Fieristico di Morbegno chiuso per motivi di sicurezza: pronto un progetto da 185 mila euro

L’impianto antincendio della hall è obsoleto e non garantisce più gli standard richiesti.

La Comunità Montana avvia la progettazione per la sostituzione e intanto immagina una nuova destinazione per la struttura.

Federica Lassi – 12 Giugno 2026 10:09

Morbegno, Bassa Valtellina, Attualità

Polo Fieristico Morbegno
Il Polo Fieristico di Morbegno (foto di Google Maps)

MORBEGNO – Oltre trent’anni di attività alle spalle, un’impiantistica che mostra ormai evidenti segni del tempo e la necessità di affrontare interventi non più rinviabili. Il Polo Fieristico Provinciale di Morbegno è stato dichiarato inagibile e resterà chiuso per diversi mesi in attesa della realizzazione di un nuovo impianto antincendio.

A renderlo noto è la Comunità Montana Valtellina di Morbegno, proprietaria della struttura, che nelle recenti verifiche tecniche ha riscontrato gravi criticità nell’impianto antincendio della hall. Un sistema ormai obsoleto che non è più in grado di garantire gli standard di sicurezza richiesti.

La progettazione dell’intervento è già stata avviata e l’obiettivo dell’ente è quello di accelerare il più possibile i tempi. L’operazione, tuttavia, si presenta complessa e particolarmente onerosa, con una spesa stimata in circa 185 mila euro.

«Siamo dispiaciuti per la chiusura, ma non avevamo altra scelta – sottolinea il presidente della Comunità Montana Maurizio Papini –. La struttura fieristica non è al momento sicura e quindi rimarrà chiusa fino alla realizzazione del nuovo impianto antincendio, sicuramente per alcuni mesi».

Il futuro del Polo: da spazio fieristico a cittadella dello sport

La questione, però, va ben oltre l’emergenza legata all’impianto antincendio. Da tempo la Comunità Montana sta infatti riflettendo sul futuro della struttura e sul ruolo che il Polo potrà svolgere nei prossimi anni.

Un tema complesso che coinvolge aspetti urbanistici, economici e gestionali, ma che sembra orientarsi sempre più verso una destinazione di carattere sportivo.

«La posizione strategica del Polo, che già risulta inserito in una zona caratterizzata dalla presenza di altre infrastrutture sportive, come la piscina, il tennis e il campo da calcio, individua nella destinazione sportiva la soluzione migliore – spiega Papini –. Se poi si aggiunge che sul territorio vi sono importanti società sportive con ambizioni di salire di categoria, che scontano i limiti dell’offerta di strutture adeguate, viene abbastanza naturale pensare a questa destinazione».

L’idea allo studio è quella di trasformare l’attuale area espositiva in un vero e proprio palazzetto multidisciplinare, capace di ospitare diverse discipline sportive.

«Nella parte espositiva potremmo ricavare un palazzetto multidisciplinare, per calcio a cinque, pallavolo e pallacanestro, adatto anche a ospitare concerti e altri eventi», aggiunge il presidente.

Una gestione condivisa con le società sportive

Secondo Papini, il progetto potrebbe risultare sostenibile anche dal punto di vista economico, soprattutto attraverso il coinvolgimento diretto delle società sportive del territorio.

«Credo che possano avere interesse e trarne beneficio – prosegue –. È nostra intenzione disegnare un futuro possibile per il Polo, garantendo un’ampia utenza, riducendo i rischi che invece presentano strutture futuristiche, avulse dalla nostra piccola realtà, che si trasformerebbero in cattedrali nel deserto, come purtroppo si è rivelato il Polo».

Una riflessione che tiene conto non soltanto delle esigenze del territorio, ma anche della sostenibilità gestionale e finanziaria di qualsiasi nuovo investimento pubblico.

«Come enti pubblici dobbiamo tenere conto di questi aspetti e ragionare sulla realtà dei fatti, senza voli pindarici che sarebbero un azzardo anche dal punto di vista dei bilanci. E, soprattutto, la struttura deve avere una sostenibilità economica nella gestione».

Già avviata una progettazione preliminare

L’idea di una riconversione del Polo non è soltanto una suggestione. Il presidente Papini ha infatti già avviato una fase di progettazione preliminare per valutare concretamente quali interventi siano realizzabili, con quali costi e quali prospettive di utilizzo. L’obiettivo è arrivare in tempi brevi a un confronto con il territorio, coinvolgendo enti locali, Provincia, Regione e realtà sportive interessate.

«Pensiamo a una struttura a valenza sovracomunale, come del resto era nato il Polo Fieristico – afferma Papini –: un polo sportivo di eccellenza che andrebbe a integrare e completare l’offerta di strutture esistenti». Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di una collaborazione tra pubblico e privato.

«Non escludiamo un accordo pubblico-privato, con una compartecipazione finanziaria da parte delle società che ne assumerebbero la gestione».

Un progetto urgente per cogliere future opportunità

La Comunità Montana considera la questione prioritaria e intende definire una strategia nel più breve tempo possibile. «È una questione in divenire – conclude Papini – ma allo stesso modo urgente che intendiamo definire in tempi brevi, allo scopo di cogliere eventuali opportunità di finanziamento che dovessero presentarsi».

L’obiettivo finale è quello di mettere a disposizione del territorio una struttura moderna, funzionale e realmente utilizzabile. «Morbegno, l’intera Bassa Valle e il movimento sportivo di alto livello presente sul territorio meritano una struttura all’altezza, moderna e funzionale, dotata di tutti i servizi di cui eventi sportivi semi professionistici necessitano».

Nel frattempo il Polo Fieristico resterà chiuso. Prima sarà necessario completare il nuovo impianto antincendio e ripristinare le condizioni di sicurezza. Poi potrà iniziare una nuova fase della sua storia, che potrebbe segnare il passaggio definitivo da spazio espositivo a grande centro sportivo e polifunzionale della Bassa Valtellina

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