MORBEGNO – Non soltanto i vincitori assoluti, ma anche i giovani talenti, gli atleti master e i protagonisti di una giornata che ha trasformato ancora una volta Morbegno nella capitale della corsa in montagna. Archiviata la 69ª edizione del Trofeo Vanoni, è tempo di bilanci per il GS CSI Morbegno, che dopo il successo sportivo e organizzativo della manifestazione guarda già al prossimo anno, quando la storica competizione raggiungerà il traguardo delle settanta edizioni.
A rendere speciale l’appuntamento di domenica 25 ottobre non sono state soltanto le prestazioni degli atleti, ma anche il pubblico che ha affollato il percorso, il lavoro dei volontari e una partecipazione che ha superato i confini della Valtellina grazie alle dirette televisive e ai social.
Nel corso delle premiazioni, accanto alla celebrazione delle squadre vincitrici, ampio spazio è stato riservato ai riconoscimenti individuali, di categoria e ai trofei speciali che da anni contribuiscono a mantenere vivo il legame tra la manifestazione, i suoi fondatori e la comunità morbegnese.

Tra i riconoscimenti più significativi figura il Criterium internazionale Under 23, rappresentato da un’opera artistica dello scultore Ivan Fabani e da un trofeo in memoria di Felice Bottani, socio fondatore del CSI Morbegno. Ad aggiudicarselo sono stati l’irlandese Sinead Farrell e l’inglese Edward Hobbs, protagonisti nelle rispettive categorie giovanili.
Un significato particolare ha avuto anche il “Trofeo in rosa”, donato dal Comune di Morbegno e ideato per sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione durante il mese di Ottobre in rosa. Il riconoscimento è stato consegnato alla concorrente più giovane, Serena Mascheri del CS Cortenova.
Numerosi anche i premi assegnati agli atleti master. Nella categoria Master A maschile il successo è andato alla Gran Bretagna, rappresentata da Rob Hope, Gavin Roberts e Grand Cunliffe, mentre nella prova femminile si è imposta l’US Aldo Moro Paluzza, con Paola Romanin e Rosy Martin.

Tra i Master B, miglior tempo per il GP Santi Nuova Olonio, con Michele Penone, Graziano Zugnoni e Roberto Pedroncelli, e per la Gran Bretagna, con Kirsty Hall e Lou Osborne. Non è mancato uno dei premi più sentiti dalla comunità sportiva locale: il Trofeo in memoria di Luigi Ronconi e Diego Corti, entrambi soci fondatori del CSI Morbegno, riservato al morbegnese più veloce.
Quest’anno ad aggiudicarselo è stato Federico Bongio, autore di una prova conclusa in 33’35”. Il Memorial Gianpietro Bottà, offerto dallo Snowdon Race Committee e realizzato da Artigianlegno, è stato invece assegnato alla prima staffetta straniera classificata. A sollevarlo è stato il Carnethy Hill Racing Team, secondo assoluto, composto da Matthew Knowles, Finlay Todd e Fin Lydon.
A completare il quadro delle premiazioni, l’assegnazione dei titoli regionali di corsa in montagna a staffetta, conquistati dal GS Orobie, con Alex Baldaccini, Davide Bottarelli e Francesco Bongio, e dalla Recastello, rappresentata da Claudia Previtali e Alice Gaggi.
Se le classifiche hanno premiato i migliori interpreti della corsa in montagna, a conquistare tutti è stata ancora una volta l’atmosfera che soltanto il Trofeo Vanoni riesce a creare. Nonostante una giornata soleggiata ma caratterizzata da temperature piuttosto basse, centinaia di spettatori hanno affollato il percorso fin dalle gare giovanili del Minivanoni, confermando il profondo legame tra la manifestazione e il territorio.
Dal Tempietto alla piana di Arzo, passando per il Salto fino all’arrivo nella centralissima via Vanoni, le tradizionali zone del tifo sono state animate da appassionati armati di elenchi con i nomi degli atleti, campanacci e trombe.

Un sostegno continuo, capace di accompagnare i concorrenti lungo l’intero tracciato. A raccontare cosa significhi correre sulle strade e sui sentieri di Morbegno è stato il presidente del GS CSI Morbegno Giovanni Ruffoni, che quest’anno ha partecipato alla competizione per la 41ª volta.
“Correre il Vanoni è qualcosa di unico – ha raccontato – si corre tra due ali di folla che ti chiama per nome e ti spinge a dare il massimo, succede solo a Morbegno e noi ringraziamo tutti gli appassionati e tifosi che sono parte integrante della gara insieme agli atleti”. Parole che restituiscono il carattere di un evento nel quale il pubblico non è soltanto spettatore, ma diventa parte integrante della competizione.
Ruffoni ha espresso soddisfazione anche per l’andamento della manifestazione dal punto di vista organizzativo. “È andato tutto per il meglio, ormai la macchina organizzativa è collaudata e io devo ringraziare i tantissimi volontari che fanno un grandissimo lavoro soprattutto la settimana della gara e poi i giorni successivi per sistemare tutto e non lasciare niente sul percorso”. Un impegno che prosegue ben oltre il giorno della competizione e che permette ogni anno di allestire un evento di livello internazionale mantenendo un forte legame con la comunità locale.
Tra le squadre più applaudite non poteva mancare la SA Valchiese, vincitrice della staffetta maschile grazie alla prestazione di Alberto Vender, Marco Filosi e Luca Merli. Un successo che ha confermato il particolare rapporto tra la formazione trentina e il pubblico morbegnese, al quale gli atleti hanno rivolto un sentito ringraziamento per l’affetto e l’accoglienza ricevuti.
A raccontare la prova dei tre vincitori è stato l’allenatore Ennio Colò, che ha scelto un’immagine particolarmente efficace. “Il motto di quest’anno era ‘tutti per uno, uno per tutti’, come i tre moschettieri. E così è stato: dopo il colpo di sciabola iniziale di Alberto (Vender), Marco (Filosi) di fioretto e Luca (Merli) con la spada hanno realizzato una bella prestazione corale”.

Una vittoria arrivata a distanza di appena sette giorni dal successo nel Campionato italiano di corsa in montagna a staffetta disputato a Chiavenna, con tempi di recupero particolarmente ridotti. “Dopo la vittoria del campionato italiano a staffetta domenica scorsa a Chiavenna, con una sola settimana per recuperare le energie, sono riusciti a vincere al Trofeo Vanoni. Sono stati davvero bravi”, ha concluso Colò.
La partecipazione non si è limitata alle centinaia di persone presenti lungo il percorso. L’edizione 2026 del Trofeo Vanoni ha infatti registrato risultati importanti anche sul fronte della comunicazione e della diffusione digitale. Grazie alla diretta trasmessa da TeleSondrioNews e dal canale YouTube sportdimontagna, la competizione è stata seguita anche a distanza, suscitando interesse oltre i confini nazionali, con messaggi di apprezzamento arrivati anche da Spagna e Polonia.
Il lavoro sul campo di SpeedTimeProduction, la regia di TeleSondrioNews e il commento tecnico di Maurizio Torri e Paolo Germanetto hanno contribuito a raccontare le gare a un pubblico sempre più ampio. In meno di 24 ore, la diretta della gara maschile ha raggiunto 6.800 visualizzazioni, mentre quella femminile ne ha totalizzate 4.400.
Ancora più significativi alcuni risultati sui social network. Su Instagram, il video dell’arrivo di Eden O’Dean ha ottenuto 27.900 visualizzazioni, mentre quello dedicato alla tradizionale sfilata prima delle gare ha raggiunto 35.100 visualizzazioni. Numeri destinati ad aumentare nei giorni successivi alla manifestazione e che confermano la capacità del Trofeo Vanoni di coinvolgere anche chi non può assistere di persona.
Archiviato un altro successo organizzativo, lo sguardo è già rivolto al 2027, quando il Trofeo Vanoni celebrerà la sua 70ª edizione. Un anniversario che il GS CSI Morbegno vorrebbe rendere ancora più significativo attraverso l’assegnazione del Campionato italiano di corsa in montagna a staffetta.
La società organizzatrice ha infatti già presentato ufficialmente la propria candidatura alla Federazione Italiana di Atletica Leggera, forte della considerazione conquistata negli anni e della capacità dimostrata nell’organizzazione di eventi di alto livello. A testimoniare l’attenzione della Federazione per la manifestazione, domenica erano presenti anche il presidente Luca Barzaghi e i consiglieri Gianpaolo Riva e Filippo Fazzini.
L’eventuale assegnazione del titolo tricolore rappresenterebbe un ulteriore riconoscimento per la storica competizione morbegnese, che si prepara a tagliare il traguardo delle settanta edizioni.
Foto di Davide Vaninetti

