Novate Mezzola

Idroelettrico. Codera-Ratti, a Edison la concessione provvisoria: investimenti per 150 milioni

Previsti interventi di ammodernamento e il raddoppio dei canoni destinati ai territori.

La proposta punta ad aumentare di oltre il 10% la produzione energetica.

Federica Lassi – 5 Novembre 2026 09:57

Novate Mezzola, Valchiavenna, Attualità

VALCHIAVENNA – Più risorse per i territori che ospitano gli impianti idroelettrici e nuovi investimenti per ammodernare le infrastrutture. La riassegnazione della concessione Codera Ratti-Dongo entra in una fase decisiva, con Edison Spa, già concessionaria uscente, al primo posto nella graduatoria della gara indetta da Regione Lombardia. Una procedura che interessa direttamente anche la provincia di Sondrio, in particolare i Comuni di Novate Mezzola e Verceia, coinvolti nella gestione delle acque e delle strutture dell’impianto Codera-Ratti.

La proposta presentata dalla società prevede oltre 150 milioni di euro di investimenti nell’arco di trent’anni, destinati sia all’efficientamento delle centrali sia a interventi di compensazione ambientale e territoriale. A questi si aggiunge un aumento significativo dei canoni riconosciuti ai territori interessati dalla concessione, destinati a passare dagli attuali 1,5 milioni a 3,1 milioni di euro all’anno.

Si tratta, tuttavia, di un’assegnazione ancora provvisoria: la graduatoria individua il primo classificato, ma non equivale alla conclusione definitiva dell’iter. Per la provincia di Sondrio, il dato più rilevante riguarda le possibili ricadute economiche e ambientali della concessione. Novate Mezzola e Verceia ospitano infatti le infrastrutture dell’impianto Codera-Ratti, che utilizza le acque della Val Codera e della Valle dei Ratti.

Il raddoppio dei canoni, previsto dall’offerta economica di Edison per l’intera concessione, rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate all’indennizzo dei territori coinvolti, anche se non è ancora definita nel dettaglio la ripartizione delle somme tra i singoli Comuni. Accanto ai canoni, il programma comprende opere di compensazione ambientale e territoriale a favore delle comunità interessate dalla presenza delle centrali e delle opere di presa.

Dei complessivi 154 milioni di euro previsti dal piano, 97 milioni rappresentano investimenti aggiuntivi rispetto ai 57 milioni minimi richiesti dal bando. Risorse che potranno sostenere l’ammodernamento degli impianti e gli interventi concordati per i territori. La concessione riunisce due impianti situati in province diverse: Codera-Ratti, in Valchiavenna, con una potenza di 14,3 MW, la cui precedente concessione è scaduta nel 2010, e Dongo, in provincia di Como, con una potenza di 5,4 MW, scaduta nel 2019.

Insieme producono attualmente circa 150 milioni di chilowattora all’anno, una quantità di energia equivalente al fabbisogno di circa 50mila famiglie. Il progetto di Edison punta a incrementare la producibilità annua complessiva di oltre il 10%, attraverso interventi di miglioramento dell’efficienza delle strutture esistenti. Un obiettivo che assume particolare rilievo in un territorio come quello valtellinese e valchiavennasco, dove lo sfruttamento delle risorse idriche rappresenta da tempo una componente importante della produzione energetica.

A sottolineare il valore dell’operazione è l’assessore regionale a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, che richiama la duplice funzione degli investimenti: migliorare gli impianti e garantire benefici alle comunità locali. “Se da un lato l’aumento dei canoni e delle compensazioni serve infatti a coprire i maggiori costi dei servizi in montagna e a contrastare lo spopolamento, dall’altro gli investimenti previsti renderanno più efficienti gli impianti in questione, e si rivelano dunque assolutamente fondamentali per la rete elettrica nazionale”, ha dichiarato.

La procedura Codera Ratti-Dongo assume inoltre un significato particolare a livello nazionale, trattandosi della prima gara italiana per le grandi derivazioni idroelettriche ad aver raggiunto la fase di assegnazione provvisoria. Alla selezione hanno partecipato cinque operatori.

Un percorso che, secondo Sertori, mette in evidenza anche la complessità delle procedure di riassegnazione, tra tempi burocratici e contenziosi. Da qui il sostegno dell’assessore alla cosiddetta “quarta via”, una proposta che prevede di affiancare alle gare ordinarie la possibilità di una trattativa diretta con il concessionario uscente.

Il meccanismo comprenderebbe anche l’hydro release, con la cessione al Gestore dei servizi energetici del 15% dell’energia prodotta a un prezzo calmierato di 67 euro per megawattora, con l’obiettivo di sostenere le imprese locali.

L’esito della graduatoria segna dunque un passaggio importante per il futuro della produzione idroelettrica in Valchiavenna, ma anche per i Comuni che convivono con le infrastrutture energetiche. L’effettiva destinazione degli investimenti e delle compensazioni territoriali sarà uno degli aspetti da seguire nei prossimi passaggi, insieme alla conclusione dell’iter di assegnazione.

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