SONDRIO – Più trasparenza sulle importazioni dei prodotti biologici, ma anche meno burocrazia per le imprese agricole. È questa la posizione espressa da Coldiretti Sondrio dopo il via libera della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento europeo alla relazione sulla revisione del regolamento europeo che disciplina la produzione biologica.
Secondo l’associazione, il voto rappresenta un passo importante perché rafforza le garanzie sulla provenienza dei prodotti biologici importati da Paesi extra Unione Europea, un tema diventato ancora più attuale alla luce dell’aumento delle importazioni, cresciute nel 2025 del 26% rispetto all’anno precedente.
Tra gli aspetti ritenuti più significativi figura l’utilizzo più rigoroso del logo europeo del biologico per i prodotti provenienti da Paesi terzi, oltre alle modifiche sulla certificazione di gruppo, destinate a facilitare il percorso di certificazione delle aziende agricole di dimensioni più ridotte.
Per Coldiretti Sondrio, tuttavia, la revisione del regolamento dovrà tradursi anche in una concreta semplificazione amministrativa.
«Si tratta di un tema importante anche per la nostra provincia, dove l’agricoltura di montagna è fatta in larga parte di imprese familiari, superfici frammentate, coltivazioni specializzate, prati, pascoli, viticoltura eroica e produzioni ad alto valore identitario», sottolinea il presidente Sandro Bambini. «In territori come la Valtellina e la Valchiavenna, la trasparenza sull’origine e la certezza delle regole sono condizioni essenziali per tutelare il lavoro delle aziende e il rapporto di fiducia con i consumatori».
L’organizzazione evidenzia come il comparto biologico debba oggi fare i conti con un carico burocratico stimato in oltre il 30% superiore rispetto all’agricoltura tradizionale, un peso che incide soprattutto sulle piccole aziende e sulle realtà che operano in aree montane.
«La maggiore trasparenza sulle importazioni è un obiettivo condivisibile, perché non è accettabile che prodotti provenienti da Paesi extra Ue possano entrare nel mercato europeo senza garanzie pienamente allineate a quelle richieste ai nostri agricoltori», prosegue Bambini. «Chi produce in montagna, rispettando regole, controlli e standard elevati, non può trovarsi a competere con prodotti che arrivano da sistemi meno rigorosi o meno verificabili».
Coldiretti Sondrio auspica quindi che il confronto tra le istituzioni europee porti a una normativa definitiva più chiara e facilmente applicabile, evitando nuovi adempimenti che rischierebbero di gravare ulteriormente sulle imprese.
L’associazione ribadisce inoltre l’importanza dell’indicazione dell’origine in etichetta, ritenuta fondamentale per consentire ai consumatori di conoscere la provenienza degli alimenti e compiere acquisti consapevoli, premiando le produzioni legate ai territori.
«Per le imprese agricole di Valtellina e Valchiavenna la sfida non è soltanto produrre bene, ma vedere riconosciuto il valore del proprio lavoro», conclude Bambini. «Servono regole europee che difendano la qualità, rafforzino i controlli sulle importazioni e riducano gli adempimenti inutili. Solo così il biologico potrà continuare a crescere senza trasformarsi in un percorso amministrativo eccessivamente oneroso per chi lavora ogni giorno nei campi, nei vigneti, nei prati e negli alpeggi».
