Sondrio

Ecosistema Urbano, Sondrio al 47° posto in Italia: bene il verde, criticità per acqua e rifiuti

Il capoluogo valtellinese ottiene un punteggio del 58,13% nella classifica 2026 di Legambiente.

Sondrio è tra le migliori città italiane per disponibilità di verde urbano, ma pesano la raccolta differenziata ferma al 55,2%, le perdite della rete idrica al 41,6% e il limitato utilizzo del trasporto pubblico.

Federica Lassi – 26 Ottobre 2026 11:35

Sondrio, Centro Valtellina, Attualità

Piazza Garibaldi Banca Popolare di Sondrio
Piazza Garibaldi a Sondrio

SONDRIO – Una città ricca di verde accessibile, ma ancora alle prese con criticità nella gestione dell’acqua, dei rifiuti e della mobilità. È la fotografia di Sondrio che emerge da Ecosistema Urbano 2026, il rapporto annuale di Legambiente sulle prestazioni ambientali dei capoluoghi italiani, che colloca il capoluogo valtellinese al 47° posto su 106 città, con un punteggio complessivo del 58,13%.

Un risultato che vale a Sondrio una posizione nella prima metà della graduatoria nazionale, seppure senza raggiungere i livelli delle città più virtuose. A guidare la classifica è Mantova, con l’81,29%, seguita da Trento e Bolzano, mentre il dato medio dei capoluoghi italiani si attesta al 55,72%.

La città valtellinese supera quindi la media nazionale, ma il confronto con gli altri capoluoghi lombardi evidenzia alcune distanze: Bergamo è sesta, Brescia quindicesima, Lecco quarantaduesima e Como quarantacinquesima. Milano segue invece Sondrio, in cinquantesima posizione.

La ricerca, giunta alla 33ª edizione, prende in considerazione venti indicatori suddivisi in sei ambiti: qualità dell’aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. I dati analizzati si riferiscono prevalentemente al 2025, con alcune rilevazioni relative agli anni precedenti.

Tra gli aspetti più positivi del rapporto spicca la disponibilità di verde urbano accessibile, ambito nel quale Sondrio figura tra le migliori città italiane. Il capoluogo può contare su 45,2 metri quadrati di verde accessibile per abitante, un valore che lo colloca ai vertici della graduatoria nazionale, alle spalle di Gorizia e Monza.

Un risultato significativo per una città che mantiene uno stretto rapporto con il paesaggio montano, ma che viene valutata anche per la presenza di spazi verdi effettivamente accessibili all’interno del proprio territorio urbano. Il dato relativo agli alberi presenti nelle aree pubbliche è invece di 21 ogni 100 abitanti, un indicatore distinto dalla disponibilità complessiva di verde.

Sul fronte della mobilità sostenibile, Sondrio registra inoltre 25 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti e 40,4 metri quadrati di aree pedonali ogni 100 abitanti. Numeri che contribuiscono a delineare il profilo ambientale della città, pur senza compensare completamente le criticità riscontrate in altri settori.

Tra i dati più significativi emerge quello relativo alle perdite della rete idrica, che a Sondrio raggiungono il 41,6% dell’acqua immessa nel sistema. In sostanza, secondo l’indicatore riportato nel rapporto, oltre quattro litri su dieci vengono dispersi prima di arrivare agli utenti.

Un valore superiore alla media dei capoluoghi italiani, che si attesta al 34,7%, e che mette in evidenza un tema centrale per la gestione delle risorse idriche. Il consumo domestico è invece quantificato in 160 litri per abitante al giorno.

La gestione dell’acqua assume un peso rilevante nella valutazione complessiva di Ecosistema Urbano, che considera sia l’efficienza delle reti sia i consumi e il trattamento delle acque reflue. Per Sondrio, nell’indicatore relativo all’efficienza del sistema di depurazione, il rapporto non riporta un valore disponibile.

Un’altra criticità riguarda il ciclo dei rifiuti. A Sondrio, la raccolta differenziata si ferma al 55,2%, un valore sensibilmente inferiore alla media nazionale dei capoluoghi esaminati, che raggiunge il 66,15%. La produzione complessiva è invece pari a 503 chilogrammi di rifiuti urbani per abitante all’anno, leggermente inferiore alla media nazionale di circa 525 chilogrammi.

Il dato restituisce dunque due aspetti differenti: una produzione pro capite relativamente contenuta, ma una quota di rifiuti avviati alla raccolta differenziata ancora distante dai risultati delle città più avanzate. A livello italiano, infatti, il rapporto evidenzia come 18 capoluoghi abbiano ormai superato l’80% di raccolta differenziata, mentre alcune realtà raggiungono percentuali superiori all’85%. Per il capoluogo valtellinese, il miglioramento della separazione e del recupero dei rifiuti rappresenta quindi uno dei principali margini di intervento.

La mobilità costituisce un altro capitolo rilevante dell’indagine. A Sondrio il rapporto registra quattro viaggi annui per abitante sul trasporto pubblico, a fronte di un’offerta quantificata in sette vetture-chilometro per abitante all’anno.

Si tratta di valori contenuti, soprattutto se confrontati con quelli di altre città che hanno sviluppato maggiormente il trasporto collettivo. Il tasso di motorizzazione è invece pari a 63 automobili ogni 100 abitanti, inferiore alla media nazionale di circa 70. Il rapporto fotografa così una situazione nella quale la disponibilità di infrastrutture ciclabili e di spazi pedonali si accompagna a un utilizzo ancora limitato dei mezzi pubblici. Per Legambiente, proprio la mobilità rappresenta uno dei settori decisivi nella transizione ecologica delle città, anche per il suo impatto sulla qualità dell’aria e sull’occupazione dello spazio pubblico.

Sul fronte dell’inquinamento atmosferico, i valori considerati dal rapporto per Sondrio risultano meno critici rispetto a quelli di diversi altri capoluoghi della Pianura Padana. La concentrazione media annua di biossido di azoto (NO₂) è pari a 20 microgrammi per metro cubo, mentre il PM10 si attesta a 21 microgrammi e il PM2,5 a 16 microgrammi per metro cubo.

Per quanto riguarda l’ozono, il rapporto registra nove giorni di superamento della soglia di riferimento nel corso del 2025. Quest’ultimo dato non va confuso con i rilevamenti relativi all’estate 2026, che riguardano un periodo differente e sono stati oggetto di successive elaborazioni da parte dell’associazione ambientalista. La qualità dell’aria rimane comunque uno degli ambiti ai quali Legambiente attribuisce maggiore importanza, insieme alla mobilità e alla gestione delle risorse.

I risultati di Sondrio si inseriscono in un quadro regionale caratterizzato da prestazioni differenti, ma anche dalla presenza di problematiche comuni. A commentare la situazione lombarda è Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, che richiama la necessità di accelerare gli interventi per rendere le città più sostenibili e preparate agli effetti dei cambiamenti climatici.

“Anche quest’anno la Lombardia è protagonista delle classifiche di Ecosistema Urbano”, osserva Meggetto, sottolineando come quasi tutti i capoluoghi lombardi si collochino nella prima metà della graduatoria nazionale. Un risultato che, tuttavia, non deve nascondere i ritardi ancora presenti. “Nella sostanza, la realtà è però quella di città ancora troppo rivolte al passato. Gli effetti della crisi climatica accelerano, e le cittadine e i cittadini attendono risposte che arrivano troppo lentamente”.

La presidente regionale richiama quindi la necessità di una maggiore collaborazione tra amministrazioni comunali e Regione Lombardia. “Serve sicuramente un maggiore coordinamento tra i comuni, ma soprattutto una strategia regionale che valorizzi gli sforzi delle amministrazioni”.

Una posizione condivisa anche da Federico Del Prete, responsabile Mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia, che invita a ripensare l’organizzazione delle città, riducendo lo spazio destinato alle automobili e investendo maggiormente nel trasporto collettivo, nella mobilità attiva e nelle infrastrutture verdi.

Con il 47° posto nazionale e un punteggio del 58,13%, Sondrio si colloca dunque nella parte centrale della graduatoria, leggermente al di sopra della media dei capoluoghi italiani. Un risultato nel quale convivono elementi positivi e criticità: da una parte l’elevata disponibilità di verde urbano e valori relativamente contenuti per alcuni inquinanti atmosferici; dall’altra le perdite idriche, una raccolta differenziata inferiore alla media e un utilizzo limitato del trasporto pubblico.

Il rapporto mostra quindi come la sostenibilità di una città non dipenda soltanto dalla presenza di aree verdi o dalla sua collocazione geografica, ma anche dalla capacità di gestire efficacemente servizi e infrastrutture.

Per Sondrio la sfida sarà soprattutto trasformare i punti di forza ambientali in un sistema urbano complessivamente più efficiente, intervenendo sui settori nei quali i dati evidenziano ancora le maggiori difficoltà. È da questi numeri che emerge la distanza tra il patrimonio naturale di cui il capoluogo dispone e i risultati che può ancora raggiungere sul fronte della sostenibilità.

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