SONDRIO – Sequestro di persona, rapina pluriaggravata e lesioni personali: sono i reati di cui devono rispondere due persone destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica di Sondrio a seguito dell’attività investigativa svolta dalla Polizia di Stato di Sondrio.
Le indagini hanno preso avvio nella tarda serata del 17 marzo scorso quando la locale Questura riceveva una segnalazione della presenza di un ragazzo seminudo, con lacerazioni sul corpo, che vagava nella zona industriale di Sondrio. La Squadra Volante e la Squadra Mobile erano intervenute tempestivamente trovando il ragazzo in evidente stato confusionale, seminudo, con ematomi ed escoriazioni su tutto il corpo e con i polsi e il collo legati da fascette in plastica e da nastro americano.
Il ragazzo aveva riferito di essere stato aggredito, sequestrato e rapinato da alcune persone, che lo avevano picchiato, legato mani e piedi, gli avevano apposto dello scotch sulla bocca e lo avevano caricato nel bagagliaio della sua auto, con cui gli aggressori avevano percorso diversi chilometri, per poi lasciarlo legato nei pressi della casa dei genitori a Sondrio e allontanarsi con la sua auto.
Gli investigatori della Squadra Mobile di Sondrio, sotto la direzione della Procura della Repubblica, grazie a complesse ed intense indagini consistite in attività tecniche, vari servizi di appostamento e pedinamento, ascolto di persone informate sui fatti, accertamenti di natura scientifica e monitoraggio dei social network, sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e hanno così individuato gli autori della violenta aggressione.
Fondamentale è stata l’analisi delle tracce biologiche (diverse tracce di DNA) rilevate all’interno dell’auto, nell’abitacolo dell’auto del ragazzo, in cui era stato sequestrato, sul nastro americano con cui era stato legato e nel bagagliaio dove la vittima aveva detto di essere stata rinchiusa. Il confronto delle tracce rinvenute sul nastro e nell’abitacolo con il profilo DNA di alcuni sospettati, individuati sulla base delle indagini già compiute, ha consentito di confermare il già grave quadro indiziario emerso e di confermare che gli autori del reato erano i due soggetti nei cui confronti è stata poi applicata dal Giudice, su richiesta della locale Procura, la misura della custodia cautelare in carcere.
Le attività investigative hanno anche disvelato il movente dell’agguato, da ricondursi a regolamenti di conti legati al commercio di droga; inoltre, hanno permesso di sviluppare anche un altro importante filone d’indagine, legato proprio al mondo dello spaccio di stupefacenti, in cui la vittima era inserita.
E’ emerso che il giovane valtellinese, all’apparenza un semplice studente universitario, aveva avviato un’imponente attività di spaccio di sostanze stupefacenti (hashish, marijuana e sigarette elettroniche con THC), in tutta la Valtellina, con ramificazioni anche in altre province della Lombardia e fuori regione. Sono state documentate numerose cessioni di droga, i cui ordinativi avvenivano tramite canali social, i pagamenti venivano effettuati in contanti o tramite piattaforma “PayPal” su conti a lui riconducibili, ma intestati a soggetti fittizi.
Il giovane valtellinese, alcune settimane dopo l’aggressione subita, era stato arrestato dai Carabinieri, perché trovato in possesso di circa 250 gr. complessivi di hashish e marijuana, e 226,00 euro in contanti ben occultati. Nella successiva perquisizione domiciliare nella sua abitazione di Edolo, a cui ha preso parte anche la Squadra Mobile di Sondrio, grazie anche alla collaborazione tra le forze di polizia, erano stati rinvenuti circa 34 kg di hashish e circa 3,5 kg di marijuana, oltre a 63 sigarette elettroniche al THC e 8640 euro in contanti.
Le indagini svolte dalla Squadra Mobile in seguito all’aggressione, nell’ambito del filone relativo allo spaccio di stupefacenti gestito dal ragazzo che era stato aggredito e sequestrato, hanno consentito di accertare che egli aveva nascosto altro denaro contante proveniente dall’attività di spaccio presso l’abitazione dei genitori di Sondrio. Infatti, la Squadra Mobile di Sondrio, in esecuzione del decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica, ha rinvenuto e sequestrato la somma in denaro contante di euro 38.280, suddivisa in mazzette da mille euro, ben nascosta dietro al battiscopa della cucina dello stabile.
I successivi accertamenti, concentratisi sull’analisi dei conti bancari e dei flussi finanziari del giovane valtellinese, hanno portato ad emersione l’autoriciclaggio del denaro derivante dalle cessioni di stupefacenti, mediante diversi trasferimenti di denaro dai conti su cui gli acquirenti accreditavano il denaro verso un conto corrente “pulito”, intestato alla ditta individuale del ragazzo, su cui le somme pervenivano dopo aver fatto passaggi intermedi su conti PayPal a lui riconducibili, ma fittiziamente intestati a terzi. Le indagini hanno portato al sequestro preventivo della somma costituente il profitto delle cessioni commesse dal ragazzo. Per questi fatti, la vittima dell’aggressione è indagata per i reati di cessione di stupefacenti e di autoriciclaggio.
All’esito dell’esecuzione delle misure cautelari nei confronti dei due aggressori del giovane valtellinese e delle perquisizioni, sono stati sequestrati delle fascette in plastica, appunti relativi all’attività di spaccio, con indicazione delle varie tipologie di stupefacenti, dei prezzi e dei guadagni, oltre a telefoni cellulari.
Al termine degli atti di rito, gli indagati sono stati condotti presso le Case Circondariali di Sondrio e Lecco a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.