Sondrio

Maltempo in Valtellina, una notte di emergenza: 80 interventi, strade interrotte e una decina di persone isolate

Vigili del Fuoco al lavoro senza sosta dopo le piogge eccezionali del 20 agosto.

Le criticità maggiori tra Ponte in Valtellina, Teglio e Aprica, mentre a Valfurva preoccupa il Frodolfo.

Federica Lassi – 21 Agosto 2026 09:00

Sondrio, Centro Valtellina, Cronaca

Armisa

SONDRIO – Ottanta interventi in una sola giornata, circa cento Vigili del Fuoco impegnati, una decina di persone rimaste isolate e una lunga serie di frane, allagamenti, esondazioni e cedimenti che hanno colpito soprattutto la viabilità. È il bilancio dell’ondata di maltempo che giovedì 20 agosto ha investito la provincia di Sondrio e che, dopo le emergenze vissute nel pomeriggio, continua a lasciare conseguenze sul territorio.

Le situazioni più delicate si concentrano tra Ponte in Valtellina, Teglio e Aprica, dove gli straripamenti di alcuni corsi d’acqua hanno provocato interruzioni e in alcuni casi veri e propri cedimenti della sede stradale. In queste zone i Vigili del Fuoco stanno proseguendo le attività di presidio, mentre Comuni e tecnici sono impegnati nei sopralluoghi necessari per valutare stabilità dei versanti e condizioni delle infrastrutture.

Il nuovo aggiornamento completa il quadro già emerso nella giornata di ieri, quando a Bondone, frazione di Teglio, era stata disposta l’evacuazione dell’intero abitato dopo il repentino aumento della portata dell’omonimo torrente, mentre nell’area del bacino dei Forni l’esondazione aveva provocato il crollo di un ponte pedonale e la chiusura precauzionale della strada di accesso.

A Teglio tre strade chiuse dopo frane e cedimenti

Proprio Teglio resta uno dei territori maggiormente segnati dagli effetti delle precipitazioni. Dopo l’ordinanza con cui il sindaco Ivan Filippini aveva disposto l’evacuazione di Bondone, nella serata di giovedì è arrivato un secondo provvedimento urgente che vieta il transito veicolare e pedonale su tre strade comunali, tutte interessate da fenomeni di dissesto.

La situazione più pesante riguarda la strada da San Giacomo a Saleggio, a Tresenda: l’erosione provocata dal torrente Bondone ha determinato il completo cedimento della sede stradale, rendendola impraticabile. Chiusa anche la strada Monegatti-Ganda, raggiunta da un movimento franoso che ha coinvolto direttamente la carreggiata.

Arigna

Problemi infine lungo la Ganda-Valbelviso, dove acqua e materiale detritico hanno invaso la strada dopo che parte dei detriti trasportati da un torrente ha ostruito un tombotto, compromettendo le condizioni di sicurezza.

Il Comune ha disposto la chiusura immediata fino al completo ripristino della viabilità e alla verifica dei versanti. Il transito è vietato a veicoli e pedoni, ad eccezione dei mezzi di soccorso, delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e del personale autorizzato impegnato nei sopralluoghi e negli interventi.

Ponte in Valtellina, chiuse Val Fontana e strada per i Forni

Pesanti ripercussioni anche a Ponte in Valtellina, dove il sindaco Franco Biscotti ha firmato due ordinanze di chiusura. La prima riguarda la strada comunale della Val Fontana, interdetta completamente al traffico veicolare e pedonale a partire dal bivio con la strada per San Bernardo.

In località Cevo le piogge hanno infatti provocato un grave cedimento e uno smottamento della scarpata a valle della strada. Il dissesto ha compromesso la stabilità della carreggiata e, secondo il Comune, non consente al momento di garantire il transito in condizioni di sicurezza.

L’altra chiusura interessa la strada Armisa Foppe-Forni, a partire dal tornante in località Fontaniva. In questo caso le condizioni meteorologiche hanno provocato lo straripamento dell’invaso in località Forni, determinando un improvviso e rilevante aumento della portata del torrente Armisa. La piena ha messo a rischio la tenuta della sede stradale e ha imposto lo stop totale alla circolazione.

Entrambe le interdizioni resteranno in vigore fino alla conclusione dell’emergenza e al ripristino delle necessarie condizioni di sicurezza.

Una decina di persone isolate

Il quadro fornito dai Vigili del Fuoco rende la misura dell’emergenza affrontata nella giornata di giovedì. Il Comando provinciale di Sondrio ha effettuato circa 80 interventi, legati principalmente a frane, allagamenti, straripamenti e cedimenti strutturali.

Fotoelettrica

Le interruzioni della viabilità registrate in più punti hanno lasciato una decina di persone isolate. I Vigili del Fuoco continuano a presidiare le aree maggiormente interessate, in particolare nei Comuni di Ponte in Valtellina, Teglio e Aprica. Complessivamente nelle operazioni sono stati mobilitati circa cento Vigili del Fuoco, tra personale permanente e volontario del Comando provinciale di Sondrio.

Valfurva, il Frodolfo supera i limiti di guardia

Il maltempo ha creato problemi anche in Alta ValtellinaValfurva sono stati registrati diversi allagamenti in seguito al rapido innalzamento del torrente Frodolfo, che già dal primo pomeriggio di giovedì aveva superato i limiti di guardia. La situazione è stata seguita con attenzione durante le ore successive, parallelamente agli interventi richiesti in numerosi altri punti della provincia. Ad Albaredo per San Marco, invece, è stata disposta l’evacuazione precauzionale di una famiglia dopo che uno smottamento verificatosi a monte dell’abitazione ha fatto scattare le misure di sicurezza.

Da Sondrio uomini e mezzi anche per l’emergenza in Val Camonica

Nonostante il gran numero di interventi già in corso sul territorio provinciale, il Comando di Sondrio è stato chiamato a fornire supporto anche fuori provincia. Nel pomeriggio, dopo le 15, è stato attivato il Nucleo G.O.S. – Gruppo Operazioni Speciali, in seguito alla grave esondazione avvenuta a Sonico, nel Bresciano. Già ieri era stato disposto l’invio da Sondrio di mezzi movimento terra a sostegno delle operazioni in Val Camonica, dove una frana aveva provocato il cedimento del ponte sul torrente Rabbia, con pesanti conseguenze sulla viabilità.

Ad Albosaggia 70 millimetri in poche ore

A fotografare la violenza delle precipitazioni sono anche i dati raccolti ad Albosaggia, dove in poche ore sono caduti circa 70 millimetri di pioggia, a fronte di una media annuale indicata tra gli 800 e i 1.000 millimetri.

Credit photo InformAlbosaggia (Facebook)

In alcuni momenti l’intensità avrebbe superato addirittura i 150 millimetri all’ora. Nel territorio comunale la situazione è rimasta nel complesso sotto controllo, ma alcune strade hanno richiesto interventi di pulizia per la presenza di foglie e materiale trascinato sulla carreggiata.

Credit photo InformAlbosaggia (Facebook)

Dal Comune è tornato anche l’invito rivolto ai proprietari di boschi e terreni confinanti con le strade a provvedere alla manutenzione della vegetazione, così da limitare la caduta di rami e fogliame e il conseguente rischio di ostruzione delle opere di scolo.

Dopo l’emergenza, ora iniziano le verifiche

La fase più violenta del maltempo ha lasciato dietro di sé un territorio che dovrà essere controllato punto per punto.

Solo nelle prossime ore sarà possibile definire con maggiore precisione l’entità dei danni e i tempi necessari per la riapertura delle strade. A preoccupare non sono soltanto i detriti già caduti, ma anche la stabilità dei versanti saturi d’acqua e il rischio di nuovi movimenti del terreno.

A Teglio, in particolare, resta valido il quadro di massima cautela già delineato dopo l’evacuazione di Bondone: il rientro della popolazione potrà essere autorizzato soltanto una volta concluse le verifiche sulle condizioni del torrente, degli impluvi e dei versanti. Ieri la frazione era stata evacuata proprio perché, dopo le esondazioni già avvenute, non potevano essere esclusi ulteriori fenomeni di dissesto.

L’emergenza del 20 agosto, insomma, non si esaurisce con la fine delle precipitazioni più intense. Mentre Vigili del Fuoco, Protezione Civile, amministrazioni e tecnici continuano sopralluoghi e presidi, il bilancio di una delle giornate meteorologicamente più difficili dell’estate valtellinese è già significativo: decine di interventi, strade spezzate o invase dai detriti, persone isolate e intere porzioni di territorio ancora da verificare prima di poter tornare alla normalità.

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