ALBOSAGGIA – Circa 6.000 persone, tre giorni di festa e una partecipazione che ha superato i confini provinciali. Si chiude con numeri da record ScargaàMuut 2026, la manifestazione che ad Albosaggia celebra il ritorno degli animali dagli alpeggi e il patrimonio di tradizioni delle comunità alpine. Un’edizione accompagnata dal bel tempo, capace di richiamare migliaia di visitatori e di confermare il crescente interesse per un appuntamento che unisce allevamento, cultura, gastronomia e identità montana.
A offrire l’immagine più suggestiva della manifestazione è stata la grande festa di domenica, quando circa 150 vacche al pascolo, insieme a capre, cavalli, asini, muli e Bovari del Bernese, hanno animato la giornata. Gli animali, alcuni dei quali adornati con decorazioni floreali, sono stati protagonisti di una celebrazione che ha visto anche oltre 150 figuranti in abiti tradizionali, arrivati da diverse località dell’arco alpino. Un intreccio di colori, costumi e antichi saperi che ha riportato al centro il significato della transumanza, una pratica profondamente legata alla storia e alla vita delle comunità di montagna.
Tra gli aspetti più significativi dell’edizione 2026 emerge la crescente presenza di visitatori provenienti da fuori provincia, una tendenza riscontrata anche dagli espositori presenti alla manifestazione. Un segnale che conferma la capacità di ScargaàMuut di farsi conoscere oltre i confini valtellinesi, attirando un pubblico interessato non soltanto alla festa, ma anche ai prodotti locali, alle tradizioni e al patrimonio culturale delle terre alte.

Importanti anche i numeri dell’accoglienza. Mille i posti a sedere predisposti per il pranzo, ai quali si è affiancata un’offerta gastronomica da passeggio, pensata per permettere ai visitatori di assaporare le specialità del territorio durante la giornata. A sostenere l’organizzazione sono stati oltre 200 volontari, insieme alle associazioni locali, impegnati nei diversi servizi necessari allo svolgimento della manifestazione.
Soddisfatto il sindaco di Albosaggia, Graziano Murada, che sottolinea come il successo della manifestazione vada ben oltre i risultati in termini di affluenza. “I numeri di questa edizione ci riempiono di orgoglio, ma la soddisfazione più grande è vedere quante persone scelgano di esserci e quanto la nostra comunità sappia lavorare insieme – dichiara il primo cittadino -. ScargaàMuut è molto più di una festa: è un modo per raccontare chi siamo, custodire le nostre radici e far conoscere il valore della montagna. Il successo di quest’anno dimostra che le tradizioni non sono qualcosa da conservare soltanto nei ricordi, ma una ricchezza da vivere e trasmettere, capace di parlare anche al futuro”.
La manifestazione nasce anche dalla collaborazione con il vicino Comune di Caiolo, che condivide il progetto di valorizzazione della cultura alpina. “Per Caiolo è una grande soddisfazione essere parte di una manifestazione che cresce anno dopo anno e che sa unire territori, persone e associazioni attorno a un patrimonio condiviso”, sottolinea il sindaco Pietro Bianchini.
“La transumanza ci ricorda quanto siano profondi i legami tra le comunità alpine, il lavoro degli allevatori e il paesaggio che abitiamo. ScargaàMuut riesce a trasformare questi legami in un’esperienza concreta, partecipata e capace di attrarre visitatori, senza perdere la propria autenticità”. Bianchini non ha potuto partecipare personalmente alla manifestazione per motivi di salute ed è stato rappresentato dall’assessore comunale Angelo Speziali.
Dietro la riuscita di ScargaàMuut c’è una macchina organizzativa che coinvolge numerose realtà del territorio, coordinate dalla Fondazione Albosaggia. La presidente Ornella Forza richiama l’attenzione sul lavoro necessario per mettere in piedi un evento di queste dimensioni.
“Dietro un’edizione come questa ci sono mesi di lavoro, tante responsabilità e soprattutto persone che mettono a disposizione tempo, energie e competenze – spiega -. Gli oltre 200 volontari e tutte le associazioni coinvolte sono il vero cuore di ScargaàMuut. La Fondazione ha il compito di coordinare e tenere insieme questa straordinaria rete, ma il risultato appartiene a tutti”.

Una collaborazione che ha interessato anche l’organizzazione dell’accoglienza gastronomica. La gestione dell’area dedicata a cibo e bevande è stata curata dall’Associazione Fondiaria Foreste Orobiche, con il supporto dell’ASD Caiolo. “Accogliere così tante persone è stata una grande sfida, affrontata grazie al lavoro di squadra e alla disponibilità di chi si è messo in gioco”, racconta Michele De Bernardi, presidente dell’Associazione Fondiaria Foreste Orobiche. “Il cibo, i prodotti del territorio e il piacere di stare insieme sono parte integrante della cultura delle nostre montagne. Per questo la ristorazione non è soltanto un servizio, ma un modo per far vivere l’ospitalità alpina”.
Dalle istituzioni all’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori
Numerose anche le autorità che hanno preso parte alla manifestazione. Accanto al sindaco di Albosaggia Graziano Murada e all’assessore di Caiolo Angelo Speziali erano presenti l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori, il presidente della Provincia di Sondrio Davide Menegola e il presidente della Comunità Montana Valtellina di Sondrio Tiziano Maffezzini.
Hanno partecipato inoltre il vicepresidente del Parco delle Orobie Valtellinesi Luciano Andreoli, la vicesindaca di Sondrio Francesca Canovi, il sindaco di Castione Andevenno Daniele Giana, la sindaca di Fusine Monica Taschetti e il sindaco di Montagna in Valtellina Roberto Menegola. Presenti anche la presidente di Fondazione Albosaggia Ornella Forza e il presidente dell’Associazione Fondiaria Foreste Orobiche Michele De Bernardi.
L’edizione 2026 ha assunto un significato particolare anche grazie all’inserimento di ScargaàMuut tra le iniziative dell’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori, proclamato dalle Nazioni Unite. Un contesto che richiama l’attenzione sul ruolo dell’allevamento pastorale nella conservazione dei pascoli, nella tutela della biodiversità e nella trasmissione dei saperi tradizionali.
La manifestazione rientra inoltre nel progetto “Natura, cultura, sport e sapori tra Sondrio e i borghi”, finanziato da Regione Lombardia attraverso il bando Itinerari ed eventi inLombardia 2026. L’iniziativa è coordinata dal Comune di Sondrio, in collaborazione con i Comuni di Albosaggia, Berbenno in Valtellina, Castione Andevenno e Montagna in Valtellina, con l’obiettivo di promuovere l’attrattività turistica, culturale ed enogastronomica della media Valtellina attraverso un calendario condiviso di appuntamenti.

A rendere possibile la manifestazione è stata anche la collaborazione con le aziende e i partner privati che hanno sostenuto l’iniziativa, affiancando istituzioni, associazioni e volontari. Il bilancio dell’edizione 2026 consegna così l’immagine di una festa in crescita, capace di richiamare migliaia di persone senza perdere il legame con le proprie origini.
I 6.000 visitatori rappresentano il risultato più evidente, ma dietro quel numero ci sono il lavoro degli allevatori, l’impegno dei volontari e una tradizione che continua a coinvolgere intere comunità. È proprio in questo incontro tra passato e presente che ScargaàMuut trova la propria forza: trasformare il ritorno dagli alpeggi in un’occasione per raccontare la montagna, custodirne l’identità e farla conoscere a un pubblico sempre più ampio.