BORMIO – Prosegue al Passo dello Stelvio il Servizio di Sicurezza e Soccorso in Montagna della Polizia di Stato, presidio riattivato dopo 23 anni di interruzione e ormai diventato un punto di riferimento per la sicurezza di sportivi, lavoratori e frequentatori di uno dei comprensori alpini più importanti del territorio.
La Questura di Sondrio conferma anche per il 2026 la prosecuzione dell’attività, con una presenza qualificata e costante sulle piste e sul ghiacciaio dello Stelvio. Il servizio si rivolge in particolare agli atleti della Squadra Nazionale di sci alpino, agli sciatori dei numerosi club che scelgono lo Stelvio per gli allenamenti e a tutti coloro che quotidianamente frequentano il comprensorio.
Dalla riattivazione del presidio, gli operatori della Polizia di Stato hanno effettuato circa 30 interventi di soccorso, spesso in condizioni ambientali e meteorologiche impegnative. In tre casi l’intervento è stato particolarmente delicato e ha riguardato persone colpite da gravi malori o da condizioni di forte criticità, con successivo intervento delle équipe sanitarie dell’elisoccorso per le prime cure e, quando necessario, per il trasferimento in ospedale.
Tra gli episodi ricordati dalla Questura c’è quello avvenuto in prossimità del Rifugio Garibaldi, lungo la strada di accesso alla struttura. Gli operatori erano intervenuti per soccorrere una persona colta da un improvviso e grave malore, avviando immediatamente le manovre di rianimazione e proseguendo l’assistenza fino all’arrivo dei sanitari.
Nonostante la rapidità dell’intervento e i tentativi prolungati di rianimazione, per la persona non era stato possibile fare nulla e il decesso era sopraggiunto a causa della gravità del malore. Un altro intervento significativo ha riguardato invece un giovane lavoratore impiegato come cameriere in una struttura ricettiva della zona, colpito da un improvviso malessere.
L’assistenza ricevuta sul posto e i successivi approfondimenti sanitari hanno permesso di individuare una patologia della quale il giovane non era precedentemente a conoscenza. Una diagnosi che, sottolinea la Questura, gli consentirà ora di effettuare i necessari controlli e adottare le misure di prevenzione e cura utili a evitare future situazioni di pericolo.
Sul ghiacciaio presenze aumentate del 20%
A rafforzare la necessità di mantenere un presidio stabile sullo Stelvio è anche l’aumento delle persone che frequentano il comprensorio. Secondo i dati riportati dalla Questura, sul ghiacciaio dello Stelvio è stato registrato un incremento dell’utenza di circa il 20%.
Un aumento che testimonia la forte attrattività dell’area, ma che allo stesso tempo rende ancora più importante una presenza istituzionale capace di intervenire rapidamente in caso di emergenza. Il servizio non si limita comunque al solo Passo dello Stelvio. Gli operatori specializzati vengono infatti impiegati anche in occasione dei principali eventi sportivi organizzati sul territorio provinciale.
Tra questi figura la VUT – Valmalenco Ultra Trail, dove la Polizia di Stato ha garantito la presenza di 10 operatori, due dei quali qualificati nelle tecniche di manovra di corda e due impiegati con e-bike. L’attività si inserisce quindi in una strategia più ampia di prevenzione, prossimità e sicurezza in ambiente montano, fondata sulla collaborazione con gli altri soggetti istituzionali e sanitari impegnati nel soccorso.
Una presenza che, secondo la Questura, trova il suo significato non soltanto nel numero degli interventi effettuati, ma soprattutto nella capacità di garantire assistenza rapida anche in luoghi impervi, dove la tempestività può fare la differenza.