PONTE IN VALTELLINA – Una nuova via tra le alte cime della Val d’Arigna porta da oggi il nome di Christopher Rainoldi. L’itinerario è stato completato e segnato lo scorso fine settimana e collega il Rifugio Donati al Rifugio Mambretti, attraversando la Bocchetta del passo Biorco, nel cuore delle Orobie valtellinesi.
Un lavoro nato con un significato che va ben oltre quello escursionistico. La nuova via è infatti dedicata a Christopher Rainoldi, il 33enne originario di Castello dell’Acqua morto lo scorso marzo in Alaska dopo essere stato travolto da una valanga. Rainoldi era imprenditore nel settore dei trasporti e volontario del Soccorso Alpino, dove operava nella Stazione di Sondrio anche come cinofilo.

A guidare il gruppo impegnato nella sistemazione del nuovo itinerario è stato proprio lo zio Maurizio Folini, pilota di elicottero e guida alpina, che ha seguito personalmente il tracciato, verificandolo e approvandolo sotto il profilo alpinistico.
Folini ha inoltre garantito diversi interventi in elicottero necessari per portare uomini e materiali in quota, in una zona dove logistica e condizioni del terreno rendono ogni operazione particolarmente complessa. Il pilota valtellinese è da anni una figura molto legata alla montagna e allo sci alpinismo locale: nel 2026 è stato, tra l’altro, coinvolto anche nella preparazione tecnica dei percorsi olimpici dello ski-mo a Bormio.

Accanto a Folini hanno partecipato ai lavori Arialdo Donati, proprietario del Rifugio Donati, Eligio Famlonga di Fontaniva, Lucio Bonelli di Castello dell’Acqua, Cesare Goretti di Ballabio, Oscar Ongania di Mandello del Lario e Graziano Mazzolini di Galbiate. Un gruppo eterogeneo, accomunato dalla volontà di rendere percorribile e riconoscibile un itinerario già inserito in un ambiente di grande valore escursionistico e alpinistico.

Il collegamento tra il Donati e il Mambretti attraverso il passo Biorco è infatti uno degli itinerari più suggestivi delle Orobie centro-orientali. Il valico, posto attorno ai 2.640 metri, mette in comunicazione l’alta Val d’Arigna con la Val Caronno e rappresenta il punto più elevato della traversata tra i due rifugi. Il percorso tradizionale presenta tratti esposti e sezioni attrezzate, richiedendo esperienza e abitudine all’ambiente di alta montagna.

Dal Donati al Mambretti nel ricordo di Christopher
La nuova via consente di costruire un itinerario che parte dal Rifugio O. Donati, nell’alta valle di Quai, e raggiunge il Rifugio Mambretti passando dalla Bocchetta del Biorco. Il Donati si trova in uno scenario dominato dal Pizzo Rodes e dal Pizzo Biorco, mentre il Mambretti è uno dei punti di appoggio storici della Val Caronno. La traversata fra i due rifugi è da tempo considerata una delle escursioni più belle e impegnative del settore orobico.
La nuova sistemazione aggiunge ora a quel percorso anche un forte valore simbolico. Sulla Bocchetta del Biorco sono state infatti collocate una targa dedicata a Christopher Rainoldi e una stella alpina scolpita interamente nel legno da Arialdo Donati.

«Consigliamo a tutti gli appassionati di alta quota questo spettacolare giro che collega il Rifugio Donati al Rifugio Mambretti passando per la Bocchetta del passo Biorco, ricordando un giovane appassionato che ha molto amato le sue montagne”, hanno spiegato i fautori dell’itinerario.
E proprio sulla bocchetta, nel punto più alto del collegamento, resta il segno più intimo dell’intervento: “Ora il nostro caro Christopher custodirà la sua via e tutti coloro che passeranno da lì lo ricorderanno”.

Il ricordo di un giovane profondamente legato alla montagna
La morte di Rainoldi aveva suscitato profondo cordoglio in tutta la provincia.
Confartigianato Imprese Sondrio ne aveva ricordato l’impegno nel mondo imprenditoriale e associativo: faceva parte del Consiglio della sezione di Tirano e del Direttivo provinciale della categoria trasporto. Ancora più stretto era il suo rapporto con la montagna attraverso il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, nel quale aveva scelto di mettere competenze e tempo al servizio degli altri.

A distanza di alcuni mesi, quel legame trova adesso un segno permanente proprio sulle montagne.
Non un monumento nel fondovalle, ma una via da percorrere, tra rifugi, roccia e alta quota. Un itinerario destinato agli appassionati che continueranno a passare dal Biorco e che, arrivati alla bocchetta, troveranno la targa e la stella alpina lasciate lassù in sua memoria.
